MACRO Roma

Finalmente un articolo che semplifica qualsiasi spiegazione sulla situazione in cui versa ROMA e non necessariamente Suburbia, lo devo far leggere a chi vive lontano da qui e pensa che Roma sia la Capitale di qualcosa se non degli “umarells“:

“Allarme Roma. Non è il tabaccaio di fronte, questa è la comunicazione del Macro. Per il 2008 ciao ciao alla ‘rinascita romana’

Macro

Di foglietti così capita a tutti di vederne, in giro. Dal classico “Torno subito” del salumaio impegnato in impellenti bisogni fisiologici, al “Suonate interno 23″, magari della lavandaia con la verdura sul fuoco. Certo nessuno si sognerebbe di leggerne uno alla porta di un importante museo di una capitale europea. Magari a Parigi, al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, per esempio. O a Londra, all’Ica. O al nuovo New Museum di New York, giusto per citare centri d’arte parigrado rispetto al nostro: ovvero non grandissimi, ma comunque con ambizioni internazionali.
E invece accade a Roma, dove il Macro ha esposto, in data 30 dicembre, il foglietto che vedete sopra. E che ancora sta li. Stupisce che un grande museo si possa fermare perché manca la luce, certo. Stupisce ancor più che lo possa fare per giorni e giorni, non tuttalpiù per qualche ora. Ma è ancor più grave il fatto che lo comunichi con foglietto e pennarello! Eppoi stupisce il silenzio generale: se anche l’ultima delle kunstverein tedesche osasse comportarsi in maniera così cialtrona, i giornali e gli stessi cittadini la seppellirebbero di ridicolo. A Roma ormai la sciatteria e il lassismo stanno diventando la norma, e allora accade che un fatto di per se isolato - seppure a livelli sublimi di dilettantismo - diventi un campanello di allarme per una situazione divenuta ormai preoccupante per lo stato della capitale d’Italia. E a sottolineare questo ora è proprio Exibart, che qualche stagione fa coniò il neologismo della “rinascita romana” (poi ripreso da tutta la stampa), scommettendo su quel clima di attivismo, dinamismo e vitalità che si percepiva nell’atmosfera capitolina, specie in ambito artistico. E che ora invece deve registrare un contesto di aree cittadine in abbandono, di arredo urbano da quarto mondo, di abusivismo diffuso, di traffico ingovernato, di sosta selvaggia e doppie file da megalopoli indiana, di sporcizia e strade degradate ovunque, anche nei quartieri più chic, come quello del Macro. Davvero si pensa che in questo contesto possa germinare una capitale dell’arte che si confronti a livello internazionale non già con Londra, New York o Parigi, ma per lo meno con Berlino, Madrid, Vienna o Zurigo? Il degrado della città - che non è certo imputabile al bravo direttore del Macro Danilo Eccher, come non gli è imputabile il foglietto sdrucito dal quale abbiamo preso spunto - è arrivato a livelli tali che i marciapiedi, il traffico, la sporcizia, l’abusivismo, la prostituzione, i graffiti e il vandalismo, l’accattonaggio, le bidonville dovrebbero essere le uniche preoccupazioni dell’amministrazione, non certo l’arte.
E tutto succede proprio mentre il sindaco festeggia il boom dei biglietti staccati nel 2007 nel circuito dei Musei Capitoli, dichiarando che per le feste natalizie Roma ha fatto il record di turisti. Quanti tra questi turisti avevano programmato un Capodanno romano anche per vedere la bella mostra di Giuseppe Gallo al Macro? Lo stesso sindaco che è stato - non a caso - protagonista della assai discussa scenata dell’opening della nuova galleria di Lerry Gagosian, svelando una inelegante subalternità all’ospite potente. Con una performance (chiusura della strada compresa) da paese sudamericano. Si chiudono strade e ci si scomoda un sabato mattina per l’opening di Gagosian e poi non si fornisce il Macro di stampanti e carta intestata per comunicare un qualsiasi “out of order”?
Vorremmo sbagliarci, ma quel foglietto sgualcito, con tanto di incespicantissima traduzione in inglisc, potrebbe diventare un simbolo che segna il definitivo tramonto di Roma come eterna candidata -
eternamente irrisolta - a reginetta del contemporaneo in Italia. Sotto a chi tocca, le sostitute (da Torino a Napoli a Milano a Bologna) non mancano di certo.”

Da: Exibart 06 gennaio 2008

autore fotofa dal blog: http://www.fota.splinder.com 


One Response to “MACRO Roma”  

  1. 1 Xenical 5.

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