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Lo scorso weekend si è consumato sulle autostrade italiane il primo esodo da “bollino nero” relativo alle partenze degli italiani verso le ambite mete turistiche. La rete autostradale ha retto, anche se il vero esodo di massa sarà quello del prossimo weekend, poiché precede giorni come il 10 o il ferragosto. Molti hanno scelto anche i mezzi di trasporto pubblici, prendendo d’assalto di fatto anche aeroporti e stazioni.
Tuttavia, queste masse in movimento non devono certo far illudere che in Italia il turismo abbia ripreso a marciare a grandi ritmi, anzi. Stando ai dati diramati da Federalberghi, quest’anno andranno in vacanza quasi il 2,5% degli italiani in più rispetto all’anno scorso, ma Telefono Blu (associazione a tutela dei turisti) parla addirittura di 2 milioni di turisti in meno. Il dato certo è che comunque tutti gli spostamenti sono di breve durata, con la prevalenza di italiani che hanno scelto vacanze di massimo una settimana, oppure 4 giorni, a cavallo di un weekend. Molti poi confidano in un “last minute”, che con poche centinaia di euro, li porti all’estero, con viaggio e pernottamento tutto incluso.
Parlando poi della “mia” Campania, alcune zone sono diventate praticamente inaccessibili per il cittadino “medio”, come la costiera sorrentina, le zone vicine alla Calabria (Paestum, Agropoli, Acciaroli, quest’ultima bandiera blu), Capri e buona parte di Ischia; oppure costose nonostante un mare inavvicinabile, come le coste del casertano. Nei luoghi sopraindicati, anche una giornata da pendolare può costare 30 euro a testa (se si include anche il pranzo comprato lì); cifre che per una famiglia “media” diventano a lungo andare insostenibili; mentre un pernottamento in altissima stagione, può superare i 100 euro a persona. Tant’è che molti si recano in spiagge libere o sugli scogli, cercando posti “aggratis”. E il fatto che non ci trovi solo più la famiglia dell’operaio o del disoccupato, ma anche dell’impiegato pubblico e privato, è il segnale che la crisi è socialmente spalmata e colpisce sempre più categorie disparate.
Non credo si resti sorpresi più di tanto da questi dati, considerando il crescente caro petrolio, i costanti aumenti dei servizi balneari, gli aumenti delle tariffe dei treni, degli aerei e delle navi.
Per cui facendosi due conti in tasca, gli italiani si rendono conto di quanto gli può costare una vacanza; soprattutto prendendo in considerazione quanto è aumentato il costo della vita generale, per cui molti preferiscono fare la “formica” in vista delle bastonate autunnali (bollette e scadenze varie), anziché la “cicala” d’estate. Molti italiani così preferiscono recarsi in mete quali Grecia, Croazia, Spagna…
Si salva chi ha una casa al mare, acquistata magari in un periodo (come gli anni ’70 ed inizio ’80 quando ci fu un boom edilizio) in cui lo spazio terreno si comprava per pochi milioni di vecchie lire, e anche costruirsi un villino costava poco (in media sui 30 milioni in tutto). Oppure chi fitta sempre la stessa casa, per cui gode anche di prezzi di comodo da parte del padrone.
Insomma, si prevede un’altra stagione di magra per il settore turistico; e sembrano lontane quelle scene di autostrade con code immense di auto con sopra il portabagagli biciclette o oggetti vari che nel portabagagli interno non c’entravano, attaccate alla meglio con corde improvvisate per l’occasione. Quasi si prova nostalgia per quelle scene, che almeno davano l’impressione di un’Italia che aveva voglia di spendere, spensierata, che non temeva il futuro.
IL NAPOLI DOPO 14 ANNI TORNA IN COPPA UEFA
0 Comments Published by Luca Scialo Luglio 26th, 2008 in Senza categoriaDopo 14 anni il Napoli (ironia della sorte tanti quanti il Commissariamento della Regione Campania per l’emergenza rifiuti), torna a disputare la Coppa Uefa, dopo aver battuto nell’Intertoto con un doppio 1 a 0 la squadra greca del Panionios. L’ultima partita risaliva al 7 dicembre ’94, contro l’Eintracht Francoforte.
Ben 14 anni, tanti, troppi per una città come Napoli, da 2 milioni di abitanti e dalla calorosa tifoseria, forse unica al Mondo (per la partita col Panionios ben 60 mila spettatori).
Sono stati anni difficili per la società, finita prima in B, poi risalita in A, poi però declassata in serie C1 per fallimento; e da qui l’acquisto di De Laurentis che ha fiutato l’affare, visto che acquistare per “pochi” euro una società come quella del Napoli è effettivamente un affare da non farsi sfuggire, visto che poi il ritorno economico è a dir poco consistente, soprattutto grazie ai tifosi che anche in serie C hanno seguito in modo accanito la squadra (alcune partite hanno fatto registrare le 60 mila unità), per non parlare dei diritti TV. Certo la bravura di De Laurentis (e di chi gliela consigliato) è stata soprattutto quella di scegliere Pierpaolo Marino come Direttore sportivo, un uomo che ha già fatto le fortune dell’Udinese (sia economicamente attraverso l’acquisto di giocatori sconosciuti per poche centinaia di milioni di lire e poi valorizzarli e farli rivendere ad un prezzo 10 volte maggiore; sia tecnicamente tramite i risultati ottenuti sul campo, arrivando anche alla Champions League).
Se nella squadra friulana scoprì futuri talenti quali Amoroso, Bierhoff, Jorgensen, Jankulovsky, tanto per citarne alcuni, nel Napoli ha pescato talenti quali Lavezzi, Gargano, Hamsick, e chissà forse da quest’anno anche Denis.
Speriamo che questo successo calcistico sia di buon auspicio anche per la rinascita di Napoli come città; anche perché i problemi della città partenopea non sono solo quelli legati alla spazzatura (come certi politici vogliono far credere), ma ce ne sono altri che non vengono etichettati come “emergenza”, forse perché ormai purtroppo sono cronici: su tutti disoccupazione, e criminalità organizzata e non.
Il 23 luglio è stato riaperto al traffico il tratto “Sicignano degli Alburni-Atena Lucana”, lungo 29 kilometri, con 3 svincoli, 23 viadotti, 5 gallerie e 350 opere d´arte minori per un investimento complessivo di 597 milioni di euro, co-finanziati dall´Unione europea nell´ambito del Pon Trasporti 2000-2006. A tagliare il nastro, erano presenti tra gli altri, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, il Presidente dell´Anas Pietro Ciucci, il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, l´Assessore regionale ai Trasporti della Regione Campania Ennio Cascetta, il Cardinale Renato Raffaele Martino e il Vescovo di Teggiano-Policastro Angelo Spinillo. Tutti molto entusiasti della cosa, in quanto tali lavori erano attesi ormai da 34 anni (quindi da sempre), e portano così quasi metà tratto autostradale ad essere completamente nuovo.
L’Anas afferma che entro l’inizio del 2013 punta al completamento dell’intero tratto autostradale, da sempre incubo per i vacanzieri, o fonte inesauribile di soldi per le criminalità organizzate locali. Anche l’Anas, dal canto suo come utili non scherza, visto che ogni anno fa gravare sull’utenza costanti aumenti del servizio (il pedaggio in pratica), a fronte di uno scarso miglioramento di esso, anzi a volte anche di un peggioramento.
Inoltre, non bisogna dimenticare in quale stato impietoso versa il tratto precedente la Salerno-Reggio C., ossia la Napoli-Salerno, che a tratti diventa ad una corsia, ed ha un tratteggiamento delle corsie a dir poco pericoloso, visto che in alcuni tratti, si accavallano 2-3 strisce sul pavimento della strada, di cui una ti porta dritto dritto contro ad un muro che chiude la strada (il tratto di Castellammare di Stabia in particolare). Del resto, è ormai accertato che ogni tratto dell’autostrada è ancora (o era) gestito da un clan camorristico.
Certo, se per completare 29 kilometri ci sono voluti 34 anni, non oso immaginare quanto ci vorrà per rinnovare i restanti più di 250 Km dell’intero tratto ancora da rinnovare, anzi se includiamo anche il tratto da Napoli a Salerno, allora diventano più di 300 Km. La cosa che mi fa sperare almeno un minimo, è che da qualche anno i fondi arrivano direttamente dall’UE, quindi un minimo di vigilanza sul loro effettivo utilizzo c’è (il PON dal 2000). Di fatto, in 7 anni sono stati realizzati 29 Km, e facendo un breve calcolo su 300 Km, bè forse la vedrò completa prima di morire.
Durante il comizio della Lega tenutosi domenica a Padova, Bossi ha lanciato un gestaccio (il dito medio alzato) contro l’inno di Mameli, riferendosi alla parte del testo dove viene detto che l’Italia è stata creata schiava di Roma; è andato giù duro anche contro i professori meridionali che dovrebbero restare al Sud e non inquinare così le scuole settentrionali.
Il Mondo politico si è indignato, con gli alleati del Senatur che ne hanno preso le distanze almeno verbalmente; in particolare, i Presidenti delle Camere hanno parlato di sacralità dei simboli nazionali, tra cui anche l’inno.
Sulla gravità di certi gesti e dichiarazioni, soprattutto da parte di un Ministro della Repubblica, che sebbene tale, continua a fare discorsi campanilistici come se stesse al bar con gli amici, non ci sono dubbi. Come non vi sono dubbi sulla scarsa credibilità che mi suscitano le prese di distanza dei suoi alleati, visto che ormai Bossi ci regala perle simili da vent’anni. Perché Berlusconi, all’indomani della caduta del primo Governo dal lui guidato, nel 94, disse che non si sarebbe mai più alleato con lui; bè, ci ha fatto altri due Governi insieme. E poi Berlusconi dice che Di Pietro, che altro non fa che sbattergli in faccia i suoi vari guai con la giustizia, e i tentativi di nasconderli, gli fa orrore. E Bossi cosa gli fa? Del resto qui al Sud il PdL becca molti voti, e quindi dovrebbe tenere meglio a bada Bossi. Ma in fondo gli elettori hanno dimostrato di seguirlo comunque, aiutati anche da una controparte politica che si anestetizza sempre più. Quindi perché scomodarsi?
Qualche anno dopo, Fini, che prima guidava un partito ancora minimamente vicino all’amor di patria mentre ora si è svenduto al Cavaliere, disse che con Bossi non avrebbe preso più neanche un caffè. Ma grazie all’alleanza con la Lega è diventato successivamente prima Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli esteri, ora Presidente della Camera; insomma perché perdere questa proficua alleanza?
Vorrei infine ricordare ai cari Leghisti, che vorrebbero far restare i professori meridionali al Sud, che se il Nord è così virtuoso come dicono, lo devono anche ai tanti meridionali che hanno lasciato le proprie famiglie d’origine per emigrare al Nord, facendo anche i lavori più umili, oltre ad essere denigrati dai settentrionali più intolleranti. Se un domani, un gruppo di ragazzi originari di Venezia, sbeffeggeranno e offenderanno studenti o insegnanti di origine meridionale, la colpa sarà solo sua signor Bossi e dei messaggi che lancia continuamente, ad un Mondo adolescenziale sempre più facilmente influenzabile e privo di propri filtri di pensiero.
Ultimo pensiero per Berlusconi, che venerdì scorso durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri sull’emergenza rifiuti tenutosi a Napoli, ha affermato che l’emergenza è ormai quasi risolta, in soli 58 giorni di Governo, e che Napoli e la Campania sono tornati nel Mondo occidentale, essendo più civili. Ora, non so come il problema si stia risolvendo: se è solo bravura dell’attuale Governo; se è perché ora magicamente le regioni del Nord accettano più volentieri i nostri rifiuti (chissà perché quando c’era il centro-sinistra al Governo no); se le amministrazioni locali legate al colore politico dell’attuale Governo stanno collaborando di più; se ci sono poco lecite dinamiche dietro a questa magica risoluzione del problema…Ma voglio ricordare al Cavaliere, che Napoli ha sempre fatto parte del Mondo civile, e che ha commesso un’altra gaffe etnocentrica parlando di Mondo occidentale, perché così facendo non ha fatto altro che considerare il resto del Mondo in un livello inferiore. E che durante questi anni, alcuni suoi colleghi imprenditori del Nord hanno sfruttato le nostre terre campane per sversare i propri rifiuti tossici, e quindi anche il suo Nord ha contribuito al disastro ecologico campano.
Certo, se poi si guardano solo i fatti separandoli da tutto il contesto, è chiaro che gli ultimi 15 anni di governo locale guidato dal centro-sinistra, danno a Berlusconi e ai suoi le spalle larghe per pavoneggiarsi.
BLITZ DI LEGAMBIENTE ALLA CENTRALE NUCLEARE DI SESSA AURUNCA
0 Comments Published by Luca Scialo Luglio 16th, 2008 in Senza categoriaMartedì scorso blitz di Legambiente a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, nei pressi della Centrale nucleare ivi situata, per manifestare la propria contrarietà contro una sua possibile riapertura. Legambiente si è sempre schierata contro le centrali nucleari, a favore delle energie rinnovabili.
Le ragioni della protesta vi sono tutte, sia a livello macro (ossia mondiale e nazionale), sia a livello micro (ossia locale).
Nel primo caso, non è possibile pensare ad un ritorno al nucleare dopo più di vent’anni, considerato sia che ormai il Mondo (e udite udite, anche l’America) guarda con sempre maggiore interesse alle energie pulite e rinnovabili offerteci dalla natura, anche perché il petrolio si avvicina sempre più al suo naturale esaurimento; sia che il nostro Paese è quasi interamente soggetto a sismi. Oltre al fatto che in questo Paese le infrastrutture vengono costruite male e lentamente, in quanto vige l’ormai risaputo scandaloso sistema delle tangenti e degli scambi politici. E sicuramente i personaggi politici locali e nazionali non si fanno certo scrupoli, neanche dinanzi ad una costruzione delicata come quella di una Centrale nucleare (basta guardare gli scempi che commettono nel settore sanitario).
Nel secondo caso, non bisogna dimenticare né che tale Centrale fu già chiusa quasi dieci anni prima del Referendum che bocciò il nucleare (ossia nel 1978) per problemi tecnici, né dimenticare i danni che già tale Centrale ha provocato nelle aree circostanti. I dati ufficiali sono alquanto allarmanti: quelli ufficiali emersi da un’inchiesta del 1981 sulle malformazioni congenite registrate nei vitelli allevati nella zona contigua alla centrale, segnalano un sospetto intensificarsi di malformazioni genetiche a partire dagli anni 1964/65 (perfetta coincidenza con l’apertura della centrale), con casi di ermafroditismo e anchilosi; fino ad arrivare, nella sola fascia S.Castrese-Sessa Aurunca, ad una preoccupante percentuale del 3%. Non meno allarmante appare il dato relativo alle malformazioni genetiche registrate sui neonati (19,57% nel 1984) e raccolto e archiviato ufficialmente dalla Usl Latina-6 di Formia, con casi di bambini anencefali registrati all’Ospedale di Minturno o il ciclopismo del I semestre ‘84 presso l’Ospedale Civico di Gaeta. Scenario infine reso ancora più cupo dai dati Istat del settennio ‘72-’78 sulla mortalità per tumore e leucemia nella piana del Garigliano, spaventosamente attestato sul 44,48% (21,63 in tutta la provincia di Latina) contro una media italiana di poco superiore al 7%. Purtroppo, per mancanza di fondi, già da diverso tempo, manca un monitoraggio della zona.
Il tutto diventa ancora più terrificante, se si considera a quale mortificazione è sottoposto il territorio casertano da diversi anni; un territorio dal passato glorioso, per l’agricoltura e l’allevamento (con molti prodotti tipici), oltre che per il turismo (date le lunghe coste balneari, e la presenza di fiumi e laghi), ed oggi ridotto ad un continuo abbandono dei territori e la totale inagibilità del mare e dei corsi d’acqua, per l’ormai noto scandaloso inquinamento costante derivante dalle imprese locali e quelle del Nord. Oltre all’utilizzo dei territori per il cattivo deposito dei rifiuti “domestici”.
La riapertura di una Centrale nucleare nel casertano (come nel napoletano del resto, ma direi in tutta la Campania), sarebbe un’ennesima presa in giro (per usare un eufemismo) nei confronti dei cittadini, che così subirebbero un ennesimo attentato alla loro salute già comprovata, per non dire compromessa.
IL NORD CI MANDA 300 PSICOLOGI
1 Comment Published by Luca Scialo Luglio 1st, 2008 in Senza categoriaI cittadini campani sono fortemente provati dall’emergenza rifiuti, tant’è che il Sottosegretario Guido Bertolaso ha ben pensato di inviare 300 psicologi dal Nord per curare gli stress emotivi causati da essa, scelti anche tra la “Federazione psicologi per i popoli”.
Tra questi, ci sono quelli specializzati nel seguire i cittadini colpiti da calamità naturali.
Ora gli spunti critici sono due: Innanzitutto noi cittadini campani (in particolare quelli napoletani e casertani) non siamo stati colpiti da una calamità naturale scagliataci contro dalla natura, bensì siamo stati colpiti da una malapolitica che negli ultimi trent’anni ha violentato il nostro territorio, a livello ecologico, economico, istituzionale, e quant’altro. E poi, secondo punto, perché proprio dal Nord? Qui in Campania di psicologi ne abbiamo a iosa, che oltretutto conosco le realtà locali; quindi se proprio abbiamo bisogno di sedute perché rischiamo di impazzire, perché non affidarci a uno psicologo del nostro Comune?
Oltre a questa invenzione degli psicologi, l’attuale Governo, il cui asse è spostato decisamente al Nord (con l’uscita dalla coalizione dell’UDC molto influente al Sud; il confluimento di AN in Forza Italia che pure al Sud aveva un ottimo seguito; la voce in capitolo della Lega), sta ottenendo anche i favori delle Regioni del Nord nell’accollarsi i nostri rifiuti. Stranamente, durante il Governo Prodi, tanto benestare non c’era.
Personalmente, vista la situazione drammatica in cui versiamo, non sto tanto a guardare il capello su come possa essere risolta l’emergenza. Che poi emergenza non è, visto che dura ormai da 14 anni; bensì è un problema cronico. Ma mi danno fastidio certe uscite di certi politici, issati ora come paladini della giustizia ed eroi della situazione. Loro, che sono anch’essi facenti parte dei responsabili di un tale disastro e di una tale umiliazione. E poi ci mandano pure gli psicologi. Tzè!
PROCESSO SPARTACUS, DURO COLPO AI CASALESI
0 Comments Published by Luca Scialo Giugno 20th, 2008 in Senza categoriaLa Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato le 16 condanne all’ergastolo per i boss del clan camorristico campano dei Casalesi.
Carcere a vita, dunque, per Francesco Schiavone, 55 anni detto Sandokan; Francesco Bidognetti, soprannominato Cicciotto ‘e mezzanotte; per i boss latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine; ma anche a Giuseppe Caterino, Mario Caterino (latitante), Cipriano D’Alessandro, Giuseppe Diana (latitante condannato in primo grado a nove anni), Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Russo, Francesco Schiavone, detto ‘Cicciariello’, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara. Pena ridotta per Giuseppe Russo che nel 2005 è stato condannato all’ergastolo e ora a 30 anni.
Si conclude con questa sentenza il “Processo Spartacus”, iniziato il 1^ luglio 1998 nella Corte D’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e che ha preso forma in seguito alle indagini condotte dal 1993 dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il processo penale è poi terminato in primo grado il 15 settembre 2005 con 95 condanne e 21 assoluzioni. Altri dieci imputati sono deceduti prima della conclusione del dibattimento. Il 16 giugno 2008 si è svolta l’ultima udienza del processo d’appello.
Tra i presenti in tribunale vi era anche lo scrittore Roberto Saviano, che come è noto a tutti ormai, ha descritto le malefatte dei Casalesi nel suo libro “Gomorra”, commentando ovviamente con soddisfazione la sentenza, dicendo che si tratta (e direi si deve trattare) però solo dell’inizio.
I cittadini di Casal di Principe, intervistati da varie emittenti televisive, non si sono invece pronunciati sulla sentenza. Sentono ancora forte la presenza della camorra sul loro territorio e forse una svolta in quelle terre, come nel resto del napoletano e casertano, si avrà con altre sensibili vittorie dello Stato sull’”antistato”, o se vogliamo su questa sorta di “stato parallelo”.
LIMITAZIONI AD INTERNET PER I DIPENDENTI DEL COMUNE DI NAPOLI
0 Comments Published by Luca Scialo Giugno 10th, 2008 in Senza categoriaFinalmente scrivo un post positivo su Napoli. Al Comune di Napoli è stato varato un provvedimento che permetterà una sensibile limitazione della navigazione ad internet da parte dei dipendenti, fatti salvi ovviamente quei siti che servono al normale svolgimento del lavoro da parte dei dipendenti, come ad esempio i siti istituzionali. Il tempo per collegarsi a tutti i siti che non rientrano nel normale svolgimento del lavoro dei dipendenti, sarà molto probabilmente fissato ad un’ora al giorno.
Un duro colpo per i dipendenti fannulloni, che passano la maggior parte del loro tempo di lavoro a collegarsi a siti vari, che vanno da quelli dei videogames fino a quelli porno. Sperando che tale provvedimento sia esteso a tutti gli uffici pubblici della Campania. Anche se qualche esempio del genere già c’è, come alla stessa Regione Campania, dove, è vero che i sottobanchi sono tanti, soprattutto ai vertici del Palazzo, ma almeno i dipendenti non possono abusare più di tanto della connessione ad internet.
CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?
0 Comments Published by Luca Scialo Maggio 29th, 2008 in Senza categoria“Chi controlla i controllori?” si chiedeva Platone secoli e secoli fa. Una domanda che è sempre attuale, soprattutto in Democrazia, dove ci sono delle persone che fanno le leggi ed altre preposte a farle rispettare; ma spesso sono proprio queste ad abusare del proprio potere, avendo posti di primo piano in determinate occasioni.
Ultimo caso a me più vicino, è quello dell’emergenza rifiuti a Napoli…manco a dirlo. Qualche giorno fa, ben 25 dipendenti e funzionari del Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania hanno ricevuto ordini di custodia cautelare. Tra i destinatari eccellenti rientrano Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l’attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti; altro nome eccellente è quello di Michele Greco, dirigente della Regione Campania e prima alla Protezione civile e consulente di più commissari per l’emergenza rifiuti. Tra gli arrestati anche i vertici delle società Fibe e Ecolog (titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasferiti i rifiuti campani in Germania).
L’impianto accusatorio per i 2 PM che seguono l’indagine, Paolo Sirleo e Giuseppe Novello, si basa sul fatto che è stato utilizzato un modello di gestione piegato esclusivamente a interessi economici e quindi incline, anzi aduso a violare qualsiasi interesse collettivo, compresi quelli della salute e dell’ambiente. È stato accertato, per esempio, che nelle discariche di Villaricca (Napoli) e di Lo Uttaro (Caserta), sono stati smaltiti rifiuti diversi da quelli per i quali gli impianti erano stati progettati e autorizzati (Fonte: corriere.it).
Nell’inchiesta rientra anche l’ex Commissario per l’emergenza rifiuti, il Prefetto Pansa, per aver emesso un provvedimento il 18 dicembre 2007, quando svolgeva quel ruolo. Si è detto sereno.
Una vittoria per chi, come Legambiente Campania onlus, da anni si batte per la chiusura delle discariche non a norma, come quella di Villaricca ad esempio.
Da qui, il titolo del post. Noi cittadini confidiamo che certe persone titolate e preposte alla risoluzione di certi problemi drammatici e vergognosi, lo facciano in modo concreto. Invece finiscono loro stessi nella rete del sistema, rendendosi protagonisti di certi illeciti. E a volte la giustizia italiana, ma proprio a volte, li stana pure.
Ritorna la guerra civile nella provincia di Napoli, con un vergognoso scontro tra cittadini e forze armate. Questa volta scenario dello scontro è Chiaiano, che secondo i piani del Governo dovrebbe essere la sede di una delle discariche in programma, nell’ex cava di tufo. Durante le colluttazioni, due ragazzi sono rimasti gravemente feriti, avendo uno di loro, fatto un volo di 6 metri durante il fuggi fuggi generale dovuto alla carica della polizia.
La situazione dei rifiuti in Campania è senza dubbio grave, e una certa fermezza da parte dello Stato è anche giustificabile. Ma lo Stato stesso (intendendo per esso soprattutto quello locale napoletano e casertano, oltre ai vertici politici della Regione Campania ma anche quello centrale, miope negli anni dinanzi al problema) non dimentichi mai che se si è arrivati a ciò, la colpa è solo sua, non avendo creato un (come dovrebbe normalmente essere in tutti gli Stati democratici e non) sistema di smaltimento dei rifiuti; anzi per di più delegandolo alla camorra. Ecco quindi che la cattiva politica risponde con la durezza militare alle sue pecche e mancanze del passato.
La stessa Lega Nord che ha forte influenza al Nord Italia, e il PdL che nei suoi vertici conta diversi politici settentrionali (tra cui proprio il leader nonché Presidente del Consiglio), non devono dimenticare come invece sovente fanno nelle loro dichiarazioni, che alcuni imprenditori del Nord hanno portato qui in Campania, servendosi dei servigi della camorra, molti rifiuti tossici. Pertanto, prima di emanare disprezzanti giudizi, facessero autocritica e cercassero di creare una maggiore collaborazione tra Regioni del Nord (che in grossa parte governano), e appunto la Campania. Perché se è vero che un certo ostruzionismo nelle collaborazioni è anche politico, per screditare quanto più possibile Bassolino e co., Berlusconi e i suoi non dimentichino che tra meno di un anno qui in Campania ci saranno le elezioni regionali, che il centro-destra molto probabilmente vincerà; quindi si troveranno loro con la mina in mano e la miccia sta diventando giorno per giorno, sempre più corta.
E CI PRENDONO ANCHE IN GIRO…
0 Comments Published by Luca Scialo Maggio 17th, 2008 in Senza categoriaLa vergogna dell’emergenza rifiuti in Campania è ormai sotto gli occhi di tutto il Mondo. Da qualche giorno, l’immondizia comincia ad emergere anche nelle città centrali di Napoli, e non solo in provincia, dove la situazione è disastrosa ormai già da più di un anno . Con l’arrivo del caldo e della siccità, altissimi sono i rischi di epidemie, oltre ai danni inflitti a molti commercianti, costretti addirittura a chiudere la propria attività o a vedersi ridotto drasticamente il numero di clienti, perchè hanno attività vicine a scempi ecologici. Addirittura la gente comincia a prendersela anche con i pompieri che arrivano per spegnere le fiamme della spazzatura incendiata; come se arrivassero per fermare un diritto dei cittadini.
Ma oltre a tutti questi danni con i quali conviviamo costantemente da più di un anno, e con modalità alterne ormai da un quindicennio, ci si mettono anche le prese in giro dell’amministrazione comunale di Napoli, che dopo aver vietato il fumo nei parchi pubblici qualche mese fa, organizza le domeniche ecologiche senza auto. Un modo per prendere in giro i cittadini insomma, che nonostante debbano convivere con rifiuti, cattivi odori, insetti e topi, devono altresì rinunciare al piacere di una sigaretta o alla propria auto, nell’unico giorno della settimana che forse hanno davvero libero.
Per carità, trovo le “domeniche ecologiche” qualcosa di utile; ma non in un contesto come quello napoletano dove è in atto un disastro ambientale a tutti gli effetti. Dove appare di fatto solo una presa in giro.
Mercoledì arriverà il nuovo Governo per il primo consiglio dei Ministri. Berlusconi ha promesso di risolvere il problema dell’emergenza rifiuti in Campania come priorità del programma di Governo. Spero proprio che lo faccia, visto che in Campania, alle recenti elezioni politiche, il suo partito ha ottenuto 20 punti percentuali in più del Partito democratico (quasi 40% contro quasi 20%), che ha il coraggio di tenere ancora in piedi personaggi come Bassolino e Jervolino.
IL PESO DEI RIFIUTI SUL VOTO IN CAMPANIA
0 Comments Published by admin Aprile 16th, 2008 in Senza categoriaSe su base nazionale, la vittoria del PdL sul PD è stata alquanto evidente, quella su base regionale in Campania è stata alquanto schiacciante. Al Senato e alla Camera, il PdL batte il PD con ben 20 punti di vantaggio, cioè 49 a 29 per cento. Dati sorprendenti, considerando i risultati del 2006 di soli 10 punti di vantaggio alla Camera e 13 al Senato, mentre sappiamo come da 20 anni ormai in questa Regione domini il centro-sinistra.
Sicuramente sull’esito delle elezioni ha pesato l’emergenza rifiuti, che ha spinto molti cittadini a cambiare il proprio voto in favore del centro-destra; tra l’altro, Berlusconi ha detto che il primo impegno del suo Governo sarà proprio quello di risolvere il problema dei rifiuti. Ora, o Berlusconi e i suoi hanno soluzioni extralegali, come accordi con la Camorra per togliere i rifiuti dalla strada solo se avessero loro preso più voti alle politiche, e magari per costringere anche Bassolino a dimettersi (si è verificata per ora solo la prima cosa, la seconda solo l’anno prossimo con le elezioni anticipate); oppure adibirà una discarica nella sua enorme villa di Arcore; oppure effettivamente è attorniato da validi tecnici che sanno quali soluzioni adottare.
Ha pesato anche qualche scelta in seno al PD, come la mancata rimozione di Bassolino da Presidente della Regione, che quindi non ha dato ai campani la sensazione del PD come una novità e una discontinuità con le vecchie logiche dei DS. Oltre poi anche all’allontanamento di De Mita (andato all’UDC), che di fatti ha fatto crescere l’UDC di qualche punto (1% alla Camera e 2% al Senato), per la sua alta influenza nell’avellinese.
Il coraggio viene ripagato, ma la sola rimozione di De Mita non poteva certo bastare per ridurre i malumori dei campani verso il centro-sinistra.
Walter Veltroni arriva in Campania e, come segnala sul Corriere della sera di sabato 4 aprile 2008 il prode Vincino in una sua eloquente e ben riuscita vignetta, fa di tutto per tener lontani dalle tematiche della campagna elettorale il governatore Antonio Bassolino, le sue mancate dimissioni, ed il perdurante problema dell’emergenza rifiuti, scagliandosi contro mafia e camorra. Ci riuscirà ?
O dovrà finalmente tenere conto del fatto che, come dice una sua celebre ed anzi quasi abusata espressione, “anche Napoli e la Campania hanno diritto a qualcosa di nuovo !
PIOVE SUL BAGNATO…E SUI RIFIUTI
0 Comments Published by Luca Scialo Marzo 25th, 2008 in Senza categoriaA Napoli e nel resto della Campania, nelle feste pasquali, è piovuto sul bagnato…e sui rifiuti.
Secondo i dati dell’EPT (Ente Provinciale del Turismo), su un campiona di 40 strutture alberghiere, è stato riscontrato un riempimento delle stanze pari al 60%, cioè poco più della metà delle stanze alberghiere sono state prenotate. Quindi, a poco sono servite le iniziative della provincia relative ad offerte culturali varie sparse per la città.
Anche la stessa Capri, isola che da sempre costituisce una delle mete campane pereferite per trascorrere la pasquetta, e che non hai mai particolarmente risentito della congiuntura economica (malgrado i prezzi molto alti che vi si ritrovano), ha fatto registrare uno sbarco di turisti di circa 3300 unità, poco più di un quinto dei turisti che vi si recavano negli anni passati. Anche se, per le isole, ciò che ha pesato molto è stato sicuramente il maltempo.
Anche il resto della Regione non è stata da meno dal punto di vista della crisi turistica.
Insomma, come se l’emergenza rifiuti e la generale crisi economica non bastassero; ci si è messo anche il maltempo, che ormai tradizionalmente accompagna chi vuole passare fuori porta le feste pasquali. E il timore ora è rivolto al periodo estivo, quando le temperature elevate innalzeranno i rischi relativi alle epidemie, i cattivi odori, oltre agli scenari poco gradevoli che accompagneranno i paesaggi napoletani e non.
Se poi ci mettiamo pure la crisi che comincia a colpire prodotti agricoli ed artigianali tipici campani, come la mozzarella (è notizia di oggi che dopo la Corea anche il Giappone ha bloccato l’importazione di mozzarella campana per il rischio diossina), bè allora il quadro nero è concluso.
La cattiva politica che da sempre accompagna il sud, ne ha strozzato con il suo malgoverno attività che potevano farne la principale ricchezza e risorsa, quale turismo e artigianato. Ma negli ultimi anni ormai, in Campania, a furia di tirare il collo, di ossigeno ne è rimasto ben poco..
Ad aprile, oltre alle elezioni politiche, ci saranno anche quelle amministrative (election day), dove andranno al voto per la scelta del sindaco anche i cittadini di diversi Comuni campani commissariati, alcuni dei quali per “infiltrazioni camorristiche”. Tra questi, anche il mio Comune di residenza: Casoria.
La giunta comunale di Casoria (coalizione di centro-sinistra con sindaco il sig. De Rosa), è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche due anni fa, e molti cittadini, tra cui io, furono molto soddisfatti della cosa, speranzosi che una gestione dall’alto del Comune, potesse porre fine ai clientelismi locali vari e potesse far funzionare la pubblica amministrazione in modo più regolare. Invece, oltre al fatto che il Comune è stato sostanzialmente fermo a livello di concorsi, di lavori pubblici (molte strade sono rimaste dissestate ed interrotte, oltre a varie impalcature che rivestono i palazzi), è rimasto immerso nei rifiuti, ecc ecc., quando i cittadini hanno la possibilità di scegliere finalmente per una discontinuità col passato, ti ritrovi candidati sempre la stessa gente! In modo più accentuato nel centro-sinistra, cosa ancor più grave essendo la coalizione in carica, al momento dello scioglimento e del commissariamento.
Ecco a cosa andremo incontro noi cittadini casoriani:
1)La coalizione di centro-sinistra che rispetto alle elezioni politiche, si vede unita: Partito Democratico, Partito socialista, Sinistra arcobaleno e Italia dei valori (più un partito locale “Noi per Casoria Arpino”), ma il vero schifo viene leggendo chi è il candidato sindaco di tale coalizione: Tommaso Casillo, che di certo non rappresenta una novità, essendo ormai da una quindicina d’anni un volto fin troppo noto di Casoria e nonostante fosse diventato anche sottosegretario nel secondo Governo Prodi (al Ministero delle infrastrutture) e abbia sempre ricevuto molti voti in quel di Casoria, non ha mai mosso un dito per il nostro Comune. Ed ora ha anche il coraggio di candidarsi sindaco. Forse perché essendo del PSI, sa che rischia se si candida come parlamentare, non essendo il suo partito inserito in nessuna coalizione, quindi una poltrona vuole comunque garantirsela. Del resto, Casoria è uno dei Comuni (se non il Comune) più socialista d’Italia, tanto che Bossi nel ’93, leggendo i risultati elettorali nelle varie circoscrizioni disse che Casoria era l’unico Comune che votava ancora così tanto il partito socialista, e che doveva essere cancellato dalla cartina geografica.
Tale coalizione resta numericamente la favorita, ma non presenta certo una rottura col passato, bensì un ritorno al passato.
2)La coalizione di centro-destra mostra invece qualche novità, candidando un volto abbastanza nuovo, Stefano Ferrara del PdL, e con diversi personaggi riciclati del passato che non ci sono più o se non altro hanno lasciato il posto ai loro figli, per una sorta di successione (vedi ad esempio Polizzio o Tizziani). La coalizione è composta da : Popolo delle libertà, UDC, Nuovo Psi, Iniziativa Popolare – Noi Consumatori, Società aperta, PRI. L’impressione però anche qui è che i giovani ventenni e trentenni siano stati messi ai margini delle liste. Insomma sicuramente più novità del centro-sinistra, ma solito nonnismo locale.
3)Mantiene una certa coerenza anche a livello locale il partito di Storace-Santanchè, “La destra”, mantenendo la scissione dal centro-destra e chissà portando così via con sé qualche voto importante. Bisogna verificare poi se tale coerenza resterà anche dopo le elezioni e non si creeranno accordi a posteriori. Ma, d’altronde, è una possibilità aperta anche a livello nazionale, quindi figuriamoci nei sottobanchi locali. Il candidato sindaco è Antonio Lanzano.
4)Si separa da Rifondazione un personaggio importante a Casoria per tale partito, cioè Vincenzo Russo, candidandosi con la “Sinistra critica” e anche in questo caso potrebbe sottrarre alla coalizione di centro-sinistra qualche voto utile. Anche se già avvenne nel 2003 che l’allora Rifondazione si staccasse dal centro-sinistra sempre con Russo, ma ciò nonostante la coalizione ottenne una buona vittoria.
Vedremo come andrà a finire. Certo le previsioni sono a favore del centro-sinistra e io camminando tutti i giorni (o quasi) a piedi per il mio Comune, noto intorno a me solo abbandono, fatto di rifiuti, strade dissestate, palazzi con eterne impalcature, vigili inesistenti…e a ciò tra poco si aggiungeranno i manifesti di lor signori che si candidano per piazzare qualche parente ed amico, mentre la mia Casoria, come del resto Napoli, morirà giorno per giorno. Anzi, essendo già morta, sarà seppellita sempre più…
Venerdì 7 marzo è uscito nelle sale italiane “Biutiful Cauntri”, film documentario sull’emergenza rifiuti in Campania, prodotto da “Lumiere e co.” e girato da Beppe Ruggiero, Esmeralda Calabria e Andrea D’Ambrosi, che ha partecipato anche al “Torino Film festival” a Novembre e richiesto dal “London Independent Film Festival”, in programma ad aprile.
Il film oltre a mostrare la situazione indegna nella quale sono finiti interi territori dell’area a Nord di Napoli (soprattutto Giugliano, Villaricca ed Acerra), racconta come si è arrivati a ciò, attraverso intercettazioni telefoniche inedite che svelano gli intrecci tra imprenditori del Nord, camorristi e amministrazioni locali. Un processo che risale a qualche decennio fa, ma che pare solo oggi scandalizzi in modo ipocrita la politica nazionale.
Per chi vuole saperne di più sul disastro inerente ai rifiuti a Napoli e non vuole fermarsi ai soli programmi che vanno in onda sulle reti nazionali o ai discorsi dei politici, consiglio di andarlo a vedere.
Ecco il trailer:
EMERGENZA RIFIUTI…ANCORA SITUAZIONE DI STALLO
0 Comments Published by Luca Scialo Febbraio 19th, 2008 in Senza categoriaDopo un sopralluogo dei tecnici del genio militare di tutte le discariche che s’intendevano aprire secondo i vecchi piani dei precedenti commissari straordinari, si è verificato che in effetti le discariche sono praticamente inutilizzabili e dunque il commissario De Gennaro è stato costretto a cancellarle dal piano di emergenza. In particolare, dagli accertamenti è emerso che a Pianura, Parapoti, Difesa Grande, Villaricca e negli altri vecchi siti, ci sono infiltrazioni di percolato, sottostanti discariche abusive e rischi gravi di crolli.
L’unica discarica confermata è quella di Sivignano Irpino; ma anche qui gli scontri sono stati molto accesi, soprattutto in virtù del fatto che solo a un KM di distanza, quella di Difesa Grande è stata ritenuta inutilizzabile.
Il supercommissario De Gennaro mantiene comunque l’obiettivo di ripulire le strade entro la metà d’aprile, confidando ancora nei “treni speranza” che partono per la Germania e magari nell’aiuto di qualche Regione italiana. Sperando di arrivare ad una soluzione definitiva entro aprile, quando poi l’arrivo del caldo può comportare un concreto rischio di epidemie.
Ma la risoluzione non sembra così vicina, visto che le vecchie discariche sulle quali si confidava sono effettivamente inutilizzabili e il termovalorizzatori di Acerra sembra ancora lontano da un utilizzo efficiente.
God save us from rubbish!
BLITZ DI AGENTI DURANTE UN ABORTO A NAPOLI…CONSIDERAZIONI
2 Comments Published by Luca Scialo Febbraio 13th, 2008 in Senza categoriaNella serata di ieri, all’ospedale Nuovo Policlinico (reparto IVG) c’è stato un blitz della polizia (Commissariato Arenella) senza alcun mandato, a seguito di una segnalazione di un “feticidio” in corso, sequestrando la cartella clinica della paziente, interrogando la paziente stessa, i medici, assistenti e una degente ricoverata accanto alla donna. Tuttavia si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto. Doppio colpo psico-fisico per la donna abortente, visto che oltre all’aborto ha dovuto subire pure un interrogatorio dalla polizia.
Ora bisogna capirne le cause, che a mio avviso, possono essere diverse. Chissà, forse la polizia è stata avvertita da un/a parente (magari il padre del piccolo) della donna, contrario all’aborto e così ha avvisato la polizia con una falsa notizia. Oppure il bebè è figlio di qualche boss, che magari ha cercato “le vie legali” per scongiurare la morte prematura del nascituro. Oppure ancora, ad avvertire la polizia è stato qualcuno all’interno dell’ospedale che magari non sapeva che l’aborto si stava compiendo con regolarità. Comunque, le indagini, spero, chiariranno la vicenda.
RESPINTA MOZIONE DI SFIDUCIA A BASSOLINO…CONSIDERAZIONI
0 Comments Published by Luca Scialo Febbraio 4th, 2008 in Senza categoriaAnche se la notizia è di una settimana fa circa, vale la pena comunque rifletterci su.
Il consiglio regionale della Campania, in giorno 28 gennaio, ha respinto la mozione di sfiducia presentata dalla Cdl nei confronti del presidente della giunta, Antonio Bassolino. L’aula, con 49 consiglieri presenti, ha espresso 29 ‘no’ alla mozione, 17 ’si”, mentre 3 consiglieri si sono astenuti.
Le riflessioni che mi vengono in mente sono 3:
- La maggioranza fa “quadrato intorno a Bassolino”, visto che le astensioni sono arrivate solo da IDV, mentre i consiglieri dell’UDEUR erano assenti. Del resto, l’asse Bassolino-Mastella si è già dimostrato forte in altre occasioni (vedi il caso di Sandra Lonardo). Il PD difende così a spada tratta il suo principale rappresentante in Campania, malgrado le critiche che piovono su di lui da tutti i fronti, mentre la “sinistra massimalista” pure lo difende ancora. Le poltrone sono troppo comode.
- 2. Il sistema elettorale vigente per le Regioni permette a chi vince di avere una larga maggioranza (nel caso del centro-sinistra campano ampliata anche dalla netta vittoria alle elezioni) e quindi solo l’uscita di un partito numericamente consistente può permettere la fine di una Giunta (mentre sappiamo che con la legge vigente per i Governi centrali anche 1 voto è decisivo al Senato). Perchè non lo si applica anche per esso?!
- La delusione derivante dall’ Italia dei valori. Di Pietro aveva detto anche al TG1 che Bassolino doveva dimettersi, ma forse vedendo che un eventuale NO del suo partito non avrebbe comunque creato problemi a “Er mondezza”, a preferito solo astenersi. Ma le lotte vanno portate avanti fino alla fine…E non si può restare in una maggioranza dove si è messo in discussione il Presidente stesso. Un NO di IDV non avrebbe avuto conseguenze politiche, ma almeno sarebbe stato un atto di coerenza e di lealtà verso il proprio elettorato e verso quei principi che sovente dice agli altri partiti di non avere…
PRIMA CLASS ACTION ITALIANA IN CAMPANIA
0 Comments Published by Luca Scialo Gennaio 26th, 2008 in Senza categoriaLa prima Class Action in Italia si è verificata proprio in Campania, per l’emergenza rifiuti. L’iniziativa è stata presa da 1.600 operatori rappresentati dall’associazione Centro Commerciale Vomero-Arenella, due popolosi quartieri di Napoli, hanno deciso di avviare una class action per il risarcimento dei danni provocati dall’evidente degrado nel quale versa la città. Un esposto denuncia è stato presentato al procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, ed inoltrato al (ormai ex) Ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais. L’azione giudiziaria formula anche specifiche ipotesi di reato come la distrazione di fondi pubblici, l’appropriazione indebita aggravata, l’abuso e l’omissione di atti di ufficio oltre che l’inquinamento ambientale e l’epidemia colposa. All’esposto è stata allegata una relazione sullo scenario disastroso nel quale versano le aziende e gli operatori di commercio, servizi e turismo.
Sono legittimati a esperire l’azione collettiva risarcitoria le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative (iscritte presso il ministero dello sviluppo economico) e altri soggetti appositamente individuati.