Una settimana fa, il Governo ha varato un decreto secondo il quale, per la sola Regione Campania, chi abbandona rifiuti ingombranti in strada rischia da 6 mesi a 3 anni di reclusione e, se colto in flagrante, può essere arrestato.
A me viene da sorridere per due motivi. Primo: cosa è stato fatto di tanto immediato a chi invece ha utilizzato, anche provenendo dal Nord, le discariche campane, già illegali di loro, per scaricare rifiuti tossici? Secondo: se un cittadino richiede al proprio Comune di residenza assistenza per liberarsi di un rifiuto ingombrante, ma non viene da questo soddisfatto, cosa deve fare?
In merito al secondo caso, ho un esempio di inadempienza di uno dei (tanti) Comuni campani in tema di riciclo dei rifiuti.
Un signore che vuole restare chiaramente nell’anonimato, e di fatto non citerò nemmeno il Comune inadempiente.
Il Sig. A telefona al suo Comune di residenza poiché ha in casa un rifiuto ingombrante, di cui vuole liberarsi, poiché occupa spazio anche nel pur capiente scantinato. Il Comune gli da a sua volta il numero dell’Ente preposto alla raccolta di tali rifiuti, e così il sig. A prende un appuntamento telefonico (giorno e ora), sistemando l’ingombrante fuori casa. Prima che passi la camionetta dell’Ente però, passa il rigattiere, interessato alla discreta quantità di ferro che ricopre il rifiuto ingombrante, ma il sig. A, liggio al dovere, fino in fondo spera nelle istituzioni, e quindi spiega al rigattiere che ha un appuntamento con il servizio raccolta, chiedendogli di ripassare qualora il Comune sarebbe stato inadempiente.
Manco a pensarlo, nessuno viene a prendere l’ingombrante e un paio di notti dopo (durante le quali il sig. A aveva messo sempre speranzoso il rifiuto fuori casa, che tra l’altro pesava anche un bel po’, ancor di più per un ultra sessantenne), i rigattieri si prendono il ferro, e l’ingombrante resta lì.
Nelle tre settimane successive, il sig. A telefona ancora al famigerato “Servizio ingombranti”, il cui operatore, risponde anche con una battuta: “facevate bene a farlo prendere al rigattiere”.
A questo punto il sig. A, indispettito, carica l’ingombrante sull’auto e lo getta in terre abbandonate, dove già giacciono altri rifiuti ingombranti. Il figlio del sig. A, spazientito dell’accaduto, aveva suggerito al padre di portarlo fuori al Comune per protesta.
Questo è uno dei tanti casi di cittadini volenterosi, che vogliono fare il proprio dovere civile e pretendono dal proprio Comune il normale svolgimento delle proprie funzioni. E il Governo cosa fa? Li minaccia con sanzioni penali, mentre ai Comuni inadempienti minaccia con il commissariamento. Troppo comodo così. Bisognerebbe, oltre che far cadere la Giunta comunale, anche far rispondere i politici responsabili di tali scempi di malapolitica. Perché tanto, una volta che decade il loro mandato, riescono sempre a riciclarsi in qualche modo, mentre i cittadini restano come al solito con un pugno di mosche in mano. Anche perché, e parlo per esperienza essendo stato il mio Comune commissariato per un anno e mezzo, questi commissari altro non fanno che beccarsi un lauto stipendio.

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