ADOLESCENTI GAMBIZZATI

Lascia l’amaro in bocca ciò che è successo sabato notte a Secondigliano, quartiere napoletano, dove, poco prima della mezzanotte, dinanzi al circolo ricreativo Zanzi in via Abate Desiderio, un commando formato da quattro persone giunte a bordo di moto di grossa cilindrata, hanno sparato una trentina di colpi contro un gruppetto di 5 ragazzini tra i 12 e i 16 anni, riportando ferite giudicate guaribili tra i dieci giorni ed il mese.

La similitudine delle ferite, e soprattutto l’appartenenza dei ragazzi (comunque incensurati) a famiglie già note alle forze dell’ordine, lasciano intendere che si è trattato di un avvertimento. Tre di loro, tra l’altro, sono i nipoti del gestore del circolo Zanzi, pregiudicato che potrebbe essere il destinatario dell’avvertimento. Locale, che è stato sottoposto a sequestro, ed è stata elevata una sanzione amministrativa.

L’episodio lascia l’amaro in bocca, perché la camorra ha utilizzato come vittime cinque adolescenti per lanciare il proprio diabolico segnale. Un’età quella adolescenziale delicata, e pertanto un simile episodio subito sulla propria pelle in quella fase della vita, può comportare potenzialmente, oltre ovviamente un dolore fisico, anche un trauma psicologico; ma a parte queste ovvietà, ciò che più preoccupa è il possibile futuro coinvolgimento che questi avranno nelle questioni camorristiche, incitati magari dai propri familiari ad una vendetta personale, o perché no, scaturita da una propria iniziativa personale.

Del resto, in determinati quartieri del napoletano o del casertano, il prevalere di una certa idea di illegalità, non mitigata a dovere da una lotta dello Stato soprattutto culturale, facilmente genera per la camorra nuovi volontari da reclutare.


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