Ci sono matrimoni di “convenienza”, dettati cioè più dai singoli interessi dei partner, anziché da un amore reciproco.
Un matrimonio politico del genere si sta consumando tra il Premier Berlusconi e il Governatore campano Bassolino. Il primo sa che in Campania il suo partito è in grande rimonta, anzi ormai ha scavalcato il centro-sinistra e quindi cerca la massima cordialità e collaborazione istituzionale per risolvere i problemi della regione e del capoluogo partenopeo in particolare; il secondo (insieme alla Jervolino) sa di essere impopolare e nel torto per varie ragioni, e accoglie a testa bassa e con fare umile le proposte e le decisioni del Cavaliere; come qualcuno che sa di essere appunto nel torto e di non aver diritto di parlare.
Riprova di ciò, l’assenza di Bassolino e della Jervolino alla manifestazione di sabato scorso organizzata dal Partito democratico a Roma contro il Governo. Un’assenza grave, di chi ha fatto parte della costituente del Pd e ricopre le più alte cariche a livello locale.
I due si sono incontrati anche mercoledì sera a Roma per parlare, tra le varie cose, del problema relativo ai fondi europei che la Regione rischia di perdere, avendo scelto di superare i vincoli di spesa previsti dal patto, e ciò implicherebbe non solo perdere denaro, ma far lievitare l’accise sulla benzina, l’Irap e l’Irpef.
Per ovviare a ciò, l’assessore al bilancio Mariano D’Antonio si è deciso di co-finanziare i progetti del Por 2000-2006 anche «in deroga al patto di stabilità». Deroga che dovrebbe essere approvata però dal Parlamento per non perdere i fondi. Deroga che ha già ottenuto il benestare del Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nonché, rassicurazioni, proprio mercoledì sera, da parte del Premier.
Insomma, la luna di miele andrà avanti. Poi ci saranno le elezioni regionali l’anno prossimo, e lì i due saranno costretti a divorziare. Con Berlusconi che continuerà a giungere qui vaneggiandosi di ciò che ha fatto per noi campani, e Bassolino che si ritirerà con la coda tra le gambe, magari riciclandosi nelle elezioni europee, sempre se però sarà abolita la scelta dei candidati (perché non credo che i campani lo voterebbero). A proposito, che anche questa riforma del sistema elettorale europeo sia un favore del Cavaliere a Totonno???…Chissà!

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