“Forse qualcuno penserà che sto parlando del medioevo o di tempi lontani. Invece parlo di ieri, dell’oggi e di domani” R. Borbonica
La nostra terra ha avuto vari nomi, sempre con accezione positiva, Magna Grecia, Campania felix, Terra di Lavoro. Oggi il nuovo nome della nostra patria è LA TERRA DEI FUOCHI. Appellativo, che evoca il diario di Marco Polo e si riferisce alla zona compresa tra la provincia di Napoli ed il Casertano. Il nome è dovuto alle colonne di fumo nero che s’innalzano in ogni dove, in terre già martoriate dal degrado e dall’abbandono. Il fumo nero ed intenso, dall’odore acre e pungente, penetra e impregna ogni cosa, frutto malsano della combustione di idrocarburi e sostanze chimiche altamente tossiche. Questa è la scena che si palesa a gli occhi di chi passa per le statali Campane. Lo stato manda più forze dell’ordine e vi aggiunge l’alta professionalità dei militari, addestrati al pace skipping. Ben venga tutto questo, ma il problema però resta, l’impiego è solo scenico e non reale. I politici, si giovano della pubblicità mediatica di tale decisione, ma di fatto tengono tutti questi uomini altamente preparati, fermi a non fare niente. La riprova a quanto dico, la potete vedere nel sito http://www.laterradeifuochi.it/, dove vengono raccolte segnalazioni e filmati di questo scempio. Sono poche le persone che si muovono volontariamente sul territorio, per intervenire e denunciare questo massacro silenzioso, sostituendosi all’assenza totale dello stato e di ogni sua forma subalterna. Onore a questi uomini, mentre il mio biasimo va a quel popolo bue e grasso, che si lascia uccidere senza nessuna dignità.
autore borbonico dal blog rifondazioneborbonica.splinder.com

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