ANALIZZARE L’IMMIGRAZIONE…SENZA BUONISMI E SPECULAZIONI
Published by Luca Scialo Ottobre 4th, 2008 in Senza categoria
E’ iniziata con il corteo di oggi partito dalla Stazione centrale di Caserta, la 3 giorni contro il razzismo, organizzata dal Movimento antirazzista di Caserta, dalle comunita’ degli immigrati insieme alla Rete antirazzista napoletana, dai centri sociali, dalla Cgil Campania, dall’Arci e dalla Caritas di Caserta. Il tutto organizzato soprattutto alla luce dell’episodio del 18 settembre, dove 6 extracomunitari furono uccisi da parte della camorra a Castel Volturno. Dopo il corteo ci sarà anche una veglia interreligiosa per le “vittime del mare”, ossia i tanti extracomunitari che, nell’intento di costruirsi una vita migliore nel nostro Paese, finiscono per trovare la morte in mare.
Domani ci sarà invece un concerto anti-razzista, mentre lunedì una serie di dibattiti tra associazioni e istituzioni.
Al corteo di oggi stanno partecipando migliaia di persone (solito balletto di cifre, per gli organizzatori 10 mila, per le forze dell’ordine 5 mila), nonché personalità istituzionali quali i sindaci di Caserta e Napoli ed alcuni assessori comunali e regionali.
Il fatto di Castel Volturno, non è legato ad un episodio di razzismo, ma si è trattato di un azione violenta della Camorra per ribadire il proprio controllo in certe zone. Tuttavia, tale strage, ha portato a livello nazionale il problema della difficile convivenza tra extracomunitari e residenti in quelle zone di Caserta; tra coloro che cercano di inserirsi nella società ma si trovano a vivere in topaie e guadagnare poco e niente, e coloro che sono sfruttati dalla camorra per compiere illeciti.
Del resto, negli ultimi mesi, diversi sono stati i casi di episodi xenofobi verso extracomunitari: dal ragazzo di colore ucciso perché aveva rubato dei biscotti a Milano; al ragazzo di colore malmenato dai vigili urbani a Parma; fino ai vari episodi a Roma, ultimo quello subito da un ragazzo cinese.
Che il nostro Paese si stia scoprendo un Paese razzista e xenofobo? Episodi di razzismo, e anche legalizzato, risalgono solo al periodo fascista, quando nel ’38 furono varate le leggi razziali, per adeguarsi alla pazzia nazista. Tuttavia, in quel periodo, il razzismo verso “il diverso” trovò la sua origine proprio nella crisi socio-economica che imperava all’epoca, che fece apparire lo straniero come un invasore, qualcuno che vuole toglierci i nostri diritti acquisiti perché cittadini di una Nazione.
Un po’ quello che stiamo vivendo oggi, data la crisi socio-economica nella quale versa il nostro Paese; che così ci fa vedere come degli invasori, coloro che arrivano in Italia provenienti da realtà molto più difficili, come se venissero ad espropriarci dei nostri diritti di cittadini italiani.
Ed è qui che la politica entra in gioco, cercando di controllare il fenomeno migratorio, per eviatare una “guerra tra poveri”. Innanzitutto creando una rete di collaborazione con i loro Paesi di origine, perché come diceva un vecchio slogan, anziché dargli un pesce, bisogna insegnare loro a pescare. Creare poi una rete di collaborazione con gli altri Paesi europei, per smistare gli extracomunitari in varie realtà europee, e ciò va fatto per tutte le categorie: dagli immigrati con titoli di studio alti, ai soggetti più deboli, fino ai delinquenti.
Una volta creati tali sistemi di collaborazione internazionale, bisogna poi migliorare il nostro sistema di gestione dell’immigrazione, distinguendo chi viene qui per delinquere e chi per “salvarsi”. Ossia, aumentando o migliorando (i già esistenti) i centri di prima accoglienza, schedando chi arriva, adibendoli come uffici di collocamento per inserirli al lavoro. Mentre per i soggetti più deboli, quali anziani, donne e bambini, creare dei piani di inserimento in strutture apposite, quali ospizi, case famiglie, ecc. Per coloro che vengono arrestati e che si trovano in condizioni di clandestinità, immediata espulsione nei propri Paesi di origine; ma se quest’ultimo non fosse facilmente identificabile, o se non garantisse per la propria situazione politica un reale arresto del criminale, allora si passa alla sua custodia nelle nostre carceri o in quelle di altri Paesi europei.
Naturalmente il sistema sopra descritto è solo una bozza, alla quale vanno aggiunti dettagliati punti per affinarlo. Ma il principio deve essere sempre quello, ossia dividere chi giunge nel nostro Paese in malintenzionati ed onesti; punendo e sforzandosi di recuperare i primi, dando una chance di costruirsi una vita ai secondi.
Perché il nostro Paese, da ormai quasi un ventennio (ossia dalle prime ondate di albanesi) è diventato a tutti gli effetti un Paese soggetto ad immigrazione di massa, soprattutto per la nostra posizione geografica. Ma ciò non vuol dire che gli altri Paesi europei debbano lavarsene le mani, magari accusandoci di xenofobia per bocca dell’UE; né che diversi partiti, in nome di un demagogico buonismo, rendano il nostro Paese “un porto di mare” aperto a tutti; né, ancora, che altri partiti cavalchino l’onda della paura popolare, magari alimentandola, per scopi elettorali.
Perché se è vero che gli episodi razzisti devono essere condannati e criticati, è anche vero che bisogna pure capire da dove nascono certi comportamenti, e cercare di mitigarli. Come di chi ha un negozio e tutti i giorni deve fare i conti, oltre che con i rischi economici che incorre avendo un’attività, anche con chi entra nel suo negozio per rubarlo, ricattarlo, impaurirlo; o come chi non riesce a trovare un lavoro o magari è sottopagato, perché tanto ci sono migliaia di poveracci pronti a prendere il suo posto; o chi vive con la propria famiglia in un quartiere dove si spaccia, ci si prostituisce, si ruba e lo Stato è assente; ecc ecc…
Agire insomma, senza buonismi o speculazioni.

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