QUANDO ALLA CRIMINALITA’ SI SOMMA L’INCOMPETENZA DELLO STATO
Published by Luca Scialo Settembre 7th, 2008 in Senza categoriaQuello che è successo domenica scorsa alla stazione centrale di Napoli e poi sull’Intercity diretto per Roma, per opera degli ultras del Napoli, resisi protagonisti di atti violenti e di tumulti, è un fatto grave, da condannare. Ma a parte questa scontatezza, bisogna anche capire quali sono le responsabilità delle autorità che soggiacciono dietro quanto accaduto.
Alcuni rappresentanti degli ultras napoletani hanno spiegato di aver chiesto appositi convogli per partire da Napoli in quel di Roma, ma pare non siano stati neanche ricevuti dai responsabili di Trenitalia. Così in tanti hanno acquistato i biglietti per il treno Intercity Napoli-Roma delle ore 9:24 di domenica, più di mille. Domenica mattina però, comincia il caos, tra i suddetti tifosi e altri cittadini che dovevano prendere il treno per altri motivi. Del resto, tale treno, aveva come capolinea la città di Torino, quindi si può capire facilmente quante altre persone dovevano prenderlo per motivi diversi da quelli calcistici.
Il treno così partì con ben 3 ore di ritardo. Le forze dell’ordine, con tanto di Questore presente, apparirono incapaci di gestire la situazione, e destino ha voluto che un tifoso napoletano si sentisse male, e quindi, per farlo entrare nell’autoambulanza, dovettero aprire il cordone creato per filtrare i passeggeri del treno. Così i tifosi entrarono nel treno e a quel punto, venutosi a creare un sovraccarico di passeggeri, le forze dell’ordine invitarono i passeggeri “neutrali” a prendere un altro treno. Una volta saliti su questo, molti pseudo-tifosi del Napoli si diedero al vandalismo, per danni stimati da Trenitalia di 500 mila euro (che stando alle ultime dichiarazioni, i tifosi vogliono pagare, seppur ritengono la stima esagerata).
Ecco che i tifosi potettero arrivare a Roma, sebbene con 3 ore di ritardo e tanto di tumulti, e continuare il loro caos a Roma; mentre gli altri cittadini dovettero lasciare il treno.
A ciò si aggiunge il fatto che i tifosi che furono fermati dalle forze dell’ordine, poco dopo furono anche rilasciati.
Insomma, se è vero che una parte del tifo napoletano è violento e criminale, e con il calcio non ha niente a che fare (il Viminale stima che tra i 3 mila tifosi diretti verso Roma ci fossero ben 800 pregiudicati per vari reati), è anche vero che il problema ultras appartiene un po’ a tutte le squadre; e credo siano ingiuste certe dichiarazioni che quasi lascerebbero intendere che solo il club napoletano abbia tale problema. E poi, il non aver organizzato treni speciali o autobus per i più di mille tifosi proiettati verso Roma, e l’averli poi esasperati con un treno partito con grave ritardo e disorganizzazioni varie, fa sì che le cattive intenzioni di questa frangia estrema di tifosi sia stata ancor di più alimentata dall’incapacità delle forze dell’ordine locali.
Ora il Ministero degli interni sta pensando a pene severe, che probabilmente lederanno non solo molti tifosi in parte anche spinti a certi atteggiamenti vandalici, come detto, per la disorganizzazione generale, ma soprattutto la tifoseria più tranquilla.
Il problema degli ultras in Italia è aumentato in modo evidente in concomitanza dell’abbassamento d’interesse e partecipazione verso la politica, ossia a partire dai primi anni ’90. Come se ora i giovani trovino sfogo delle loro idee e problemi, non più dietro una bandiera o un’idea politica, bensì una bandiera di una squadra di calcio.
Sono avvenimenti come questi che spingono il calcio a diventare sempre di più uno sport “da salotto”, da seguire comodamente davanti ad una TV, perché ormai lo stadio non è più un luogo sicuro. E il paradosso vuole che i prezzi dei biglietti per lo stadio stiano anche aumentando, malgrado un notevole abbassamento della domanda; ed ovviamente sono in aumento anche i prezzi delle offerte televisive, verso le quali invece, si sta spostando la domanda dei tifosi.
Eppure il destino vuole che il Napoli vanti un pubblico sempre fedele, che perfino anche in Serie C, portava allo Stadio 60 mila persone. E non credo che chiudere uno Stadio come il San Paolo sia qualcosa di positivo, perché si priverebbe il calcio italiano di una delle cornici di pubblico più spettacolari che c’è in Italia; e credo che non convenga neanche agli altri club, per un motivo prettamente economico (che nel calcio di oggi ha assunto un ruolo purtroppo preminente), visto che in trasferta i tifosi del Napoli ne vanno in migliaia.
E poi, si sospetta che tra gli Ultras napoletani ci siano infiltrazioni camorristiche. Si sospetta?! Siamo ancora a questo punto?! Il rapporto camorra-calcio Napoli ha raggiunto la sua epoca d’oro durante il periodo Maradona, nel quale l’organizzazione criminale, mediante lo spaccio di droga o la vendita di biglietti falsi, ha guadagnato fior fior di quattrini. Ed ora che il calcio Napoli è tornato su certi livelli, non può certo farsi sfuggire l’affare, anche se la stessa Camorra è cambiata, essendosi frantumante tutte le principali famiglie del napoletano e nel casertano.
Comunque, vedremo quali saranno le decisioni che chi di dovere prenderà in merito. Di sicuro però, saremo ai soliti paradossi. Lo Stato si mostra incapace in certe circostanze, e dopo per riparare ai danni provocati, finisce per colpire l’interesse generale, e di contro, favorire gli interessi di qualcuno.

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