Da giovedì 4 settembre è iniziata a Napoli l’antica festa popolare di Piedigrotta, che durerà fino a domenica 14.
Le sue radici risalgono ai baccanali erotici che si celebravano nella Cripta Neapolitana, di notte, intorno al simulacro del dio Priapo. Una volta cristianizzato il culto, l’antica cappella pagana fu sostituita dal Santuario di Piedigrotta.
Nella chiesa fu posta la statua della Vergine che, secondo la leggenda, fu trovata seguendo le indicazioni date in sogno, dalla Madonna stessa, a tre persone, l’8 settembre del 1353.
E proprio quella statua divenne fulcro di un culto religioso molto sentito, tanto dal popolo quanto dai regnanti delle diverse dinastie che si susseguirono: a cominciare dagli Angioini e dagli Aragonesi fino ad arrivare ai Borboni.
Proprio con i Borboni, la Piedigrotta raggiunse una maggiore ufficialità, con la sua “Parata di Piedigrotta” alla quale partecipavano anche dignitari del regno (e talvolta gli stessi regnanti), corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini.
Fu però nel Seicento, che la festa raggiunse l’apice della sua ufficialità.
In questo periodo si sviluppò la pratica religiosa dei nove sabato di Santa Maria di Piedigrotta, con gruppi di devoti che arrivavano a Napoli in pellegrinaggio. Tanti a piedi, scalzi, per chiedere un miracolo o per grazia ricevuta, le cose più disparate: dalle donne desiderose di trovare marito o restare incinte, alle madri preoccupate per i propri figli lontani in mare, fino ai marinai grati per i pericoli scampati.
Per i primi anni la festa si celebrava nella grotta, in seguito anche nella villa comunale. Si pregava, si mangiava, si cantava, si ballava.
La Piedigrotta divenne anche un inno alla vita prima dell’arrivo dell’inverno.
Nell’Ottocento, però,dopo la caduta dei Borbone, la festa perse quel grado di ufficialità, poiché scomparvero le sfilate militari che per circa due secoli ne avevano disegnato il profilo “civile”.
La Piedigrotta continuò con il pellegrinaggio religioso, i giochi pirotecnici da terra e da mare, le luminarie, le bancarelle.
E anche quando le autorità ne decretarono la sospensione per il pericolo di un’epidemia di colera, la Madonna di Piedigrotta seguitò ad essere festeggiata, in maniera spontanea, da lazzari, borghesi e nobili.
Nel 1835 prese forma la Piedigrotta canora, vero trampolino di lancio per la melodia partenopea.
Da qui partirono canzoni come “Io te voglio bbene assaje” che divenne la colonna sonora del Regno; ma anche le note di “Fenesta vascia” e “Michelemmà”, insieme a tante altre, salparono dal Golfo per approdare fino in America e in Australia.
Ma fu “ ‘O Sole mio” (1898) a diventare la canzone più popolare in città, e da lì si diffuse, superando qualsiasi confine geografico e temporale.
Negli anni Sessanta venne ideato il popolarissimo Festival della canzone napoletana, che così mise in secondo piano quest’antica festa, che fu di fatto sospesa nel 1982.
A partire dall’anno scorso però, la festa è stata riportata alla luce, tanto da preferirla alla “notte bianca”, che nelle due uniche edizioni nelle quali si è svolta, non è stata proprio esaltante dal punto di vista dell’organizzazione.
Per chi fosse interessato, o almeno incuriosito, riporto qui di seguito il calendario della festa (escludendo ovviamente il giovedì, il sabato e parte della domenica, già passati):
DOMENICA 7 settembre
Ore 21.00
“Passione mediterranea” concerto di Josè Carreras
Piazza Plebiscito
LUNEDÌ 8 settembre
Ore 21
1^ serata Audizioni
Porta Capuana
MERCOLEDÌ 10 settembre
Ore 21
2^ serata Audizioni
Piazza Vanvitelli
GIOVEDÌ 11 settembre
Ore 21
Serata Finale Audizioni
Rotonda Diaz
VENERDÌ 12 settembre
Ore 20.00
Concelebrazione presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e atto di affidamento della città alla Vergine.
Santuario della Madonna di Piedigrotta
SABATO 13 settembre
Ore 10-18
Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Parco Vergiliano
Ore 21.00
Nino D’Angelo ed i suoi ospiti con Sofia Loren
Concerto in Piazza Plebiscito
DOMENICA 14 settembre
Ore 10-13
Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Parco Vergiliano

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