Se su base nazionale, la vittoria del PdL sul PD è stata alquanto evidente, quella su base regionale in Campania è stata alquanto schiacciante. Al Senato e alla Camera, il PdL batte il PD con ben 20 punti di vantaggio, cioè 49 a 29 per cento. Dati sorprendenti, considerando i risultati del 2006 di soli 10 punti di vantaggio alla Camera e 13 al Senato, mentre sappiamo come da 20 anni ormai in questa Regione domini il centro-sinistra.
Sicuramente sull’esito delle elezioni ha pesato l’emergenza rifiuti, che ha spinto molti cittadini a cambiare il proprio voto in favore del centro-destra; tra l’altro, Berlusconi ha detto che il primo impegno del suo Governo sarà proprio quello di risolvere il problema dei rifiuti. Ora, o Berlusconi e i suoi hanno soluzioni extralegali, come accordi con la Camorra per togliere i rifiuti dalla strada solo se avessero loro preso più voti alle politiche, e magari per costringere anche Bassolino a dimettersi (si è verificata per ora solo la prima cosa, la seconda solo l’anno prossimo con le elezioni anticipate); oppure adibirà una discarica nella sua enorme villa di Arcore; oppure effettivamente è attorniato da validi tecnici che sanno quali soluzioni adottare.
Ha pesato anche qualche scelta in seno al PD, come la mancata rimozione di Bassolino da Presidente della Regione, che quindi non ha dato ai campani la sensazione del PD come una novità e una discontinuità con le vecchie logiche dei DS. Oltre poi anche all’allontanamento di De Mita (andato all’UDC), che di fatti ha fatto crescere l’UDC di qualche punto (1% alla Camera e 2% al Senato), per la sua alta influenza nell’avellinese.
Il coraggio viene ripagato, ma la sola rimozione di De Mita non poteva certo bastare per ridurre i malumori dei campani verso il centro-sinistra.


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