…ma corrono solo i signori del mattone padroni di Milano (www.lostrilloneumanista.splinder.com)

Da mesi a Milano siamo bombardati dalla promozione per la candidatura della città a sede dell’Expo 2015. A dispetto di quanto ci facciano credere i mezzi di informazione, Milano non è ancora la città prescelta per ospitare l’Expo. La decisione verrà presa a marzo 2008 dal BIE (Bureau International des Expositions) che dovrà scegliere tra Milano e la città turca Smirne.
Tuttavia la grande avventura è già cominciata. Il 2015 è così lontano che si corre il rischio di non dare molta attenzione a quello che potrebbe succedere nei prossimi 7 anni. Allora apriamo gli occhi e chiediamoci: l’expo rappresenterà veramente un’opportunità di sviluppo economico per la collettività?
Prima amara riflessione: siamo in Italia, il paese dove le manifestazioni internazionali hanno portato grande entusiasmo ma hanno lasciato anche polemiche e inchieste penali per sprechi e speculazioni, vedi le Olimpiadi invernali 2006 a Torino, le Colombiadi 1992 a Genova e, più indietro, Italia 90. Anche l’Expo a Milano porterà tanti soldi da spendere, tanti interessi da mediare e tanti appetiti da soddisfare. Allo start, in questa grande avventura, si presenteranno in prima fila imprenditori e immobiliari, ma anche bancari, assicuratori, eccetera eccetera. Al traguardo i vincitori troveranno un premio costituito dai soldi pubblici che verranno affidati ai soggetti privati, i quali realizzeranno le opere necessarie senza essere sottoposti a controllo.
La premessa per questa grande avventura è già avvenuta. Si tratta della delibera del consiglio comunale riguardo l’accordo del 19 luglio 2007 per la concessione in diritto di superficie al Comune di Milano di 1.280.000 metri quadrati di terreno al confine con la nuova fiera di Rho-Pero, che sono metà di proprietà della Fondazione Fiera Milano, l’altra metà della famiglia Cabassi,. Il Comune se ne servirà per ospitare le strutture ed i servizi utili all’Expo 2015. Una volta chiusa l’expo qualcosa resterà al Comune (55 mila metri quadri) e gli edifici costruiti verranno demoliti, a spese del Comune, per restituire ai legittimi proprietari, cioè alla famiglia Cabassi e alla Fondazione Fiera - alias Compagnia delle opere – un’area dotata di ogni confort (autostrada, metropolitana, ferrovia, aeroporto) per destinarlo alle più belle imprese immobiliari.
L’offerta più alta per l’acquisto dell’area (523 milioni di euro, la base d’asta partiva da 300 milioni) è stata fatta dalla cordata internazionale di CityLife, composta da Generali Properties, Ras, Gruppo Lar Desarollos Residenciales, Lamaro e, infine, Progestim e cioè Fondiaria Sai alias Salvatore Ligresti, il re dei mattoni negli anni gloriosi di Craxi. Partendo da un investimento di tali proporzioni riusciamo ad immaginare l’entità del guadagno? Basti pensare alla licenza che il Comune consentirà affinché venga raddoppiato l’indice di edificabilità della zona da 0,65 mc/mq (quello previsto a Milano per i nuovi progetti sulle aree dismesse) a 1,15 mc/mq. Dopo l’expo resteranno quasi un milione di metri cubi edificabili. In poche parole, si sta servendo su un piatto d’argento un’area che verrà sfruttata intensivamente per solo business speculativo.
Non sono previsti ampi spazi per il verde e per le aree sociali (scuole, parchi, eccetera). D’altronde Milano offre già troppi parchi ed aree pubbliche alla cittadinanza… Invece aspettiamo con ansia, dopo la grandiosa Expo 2015, la realizzazione dei nuovi appartamenti da 5000-7000 euro al metro quadro che acquisteremo facilmente approfittando di mutui bancari vantaggiosissimi.

Cristina Mastrotto
 

Per approfondire:
www.milanoexpo-2015.it
www.noexpo.it

UN’ALTRA EXPO E’ POSSIBILE:
•    Utilizzando le strutture già esistenti di Rho-Fiera e FieraMilanoCity
•    Migliorando il sistema di trasporto pubblico per l’accesso dei visitatori
•    Trasformando le aree circostanti in parchi permanenti che resteranno tali anche dopo l’evento
•    Investendo i fondi pubblici stanziati per l’Expo e per le opere collegate per affrontare i problemi del trasporto pubblico, dell’energia pulita, dei precari, della scuola pubblica, della mancanza di case a prezzi accessibili
•    Promuovendo un modello di città e di territorio a impatto ambientale bassissimo ed innescando un processo di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte riguardanti il loro territorio.

COS’E’ L’EXPO?

Con il termine Expo si intende una esposizione mondiale, universale. È il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo. Le esposizioni riguardano temi che interessano la gamma completa dell’esperienza umana e solitamente hanno un argomento base che viene utilizzato come riferimento per la costruzione di padiglioni che rappresentano l’opinione delle varie nazioni sull’argomento stesso. Ad esempio il tema dell’Expo di Lisbona (1998) era “l’acqua”, mentre quello dell’Expo 2005 che si tenne in Giappone era la “saggezza della natura”.Il BIE (Bureau International des Expositions) è l’organismo ufficiale che sancisce queste esposizioni.

Fonte: www.wikipedia.it


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