Oggi è arrivato il primo convoglio dell’Onu in Congo. E’ un paese che vive la disperazione di una guerra civile permanente, anche quando “ufficialmente” si è in stato di pace o di tregua.
Come mai questo paese è perennemente in stato di guerra? Eppure è un paese ricchissimo. Forse è proprio la sua ricchezza a rendere povera, disperata e stremata la popolazione. Non nascondiamolo, il male del Congo è uno ed uno solo è portato dal capitalismo e si chiama: multinazionali.
Altamente esplicative sono le mappe del Limes pubblicate su repubblica. In Congo esistono giacomenti di: oro, diamanti, carbone, petrolio, uranio (per vedere la mappa in grande cliccateci sopra).
In realtà in nessuna fonte giornalistica, anche quelle serie, come repubblica.it e corriere.it, ma anche ilsole24ore.it, si trovano informazioni sulla vera portata del fenomeno. Si mostrano corpi che vagano in preda alla disperazione, alla fame e alla stanchezza. Nessuno spiega, però, il perchè!
Eppure ci sarà un perchè! Il Congo e’ un paese estremamante ricco e in Africa la quasi totalita’ dei conflitti avviene in paesi che sono estrememante ricchi di risorse naturali, negli altri paesi la vita e’ molto piu’ pacifica e le condizioni di vita sono molto migliori.
L’Africa è perennemente in guerra in quei luoghi dove c’è ricchezza. E’ sempre e solo in quei luoghi che si assiste a conflitti etnici, religiosi, a dittature, a colpi di stato, ecc. ecc.
Sarà un caso che i paesi piu’ ricchi di risorse naturali abbiano i redditi pro/capite piu’ bassi del mondo? Sarà un caso che i cittadini vivono in totale assenza di democrazia subendo imposizioni e atrocita’ di ogni genere e da molti anni la classe dirigente di quegli stati fa affari di miliardi con varie aziende multinazionali? No, non è un caso!
Una dozzina di organizzazioni internazionali pacifiste ecologiste e per i diritti civili hanno fatto un appello al consiglio di sicurezza delle nazioni unite per investigare sul profitto di aziende multinazionali in Congo (cliccate qua: http://us.oneworld.net/node/71424).
“The Security Council can no longer ignore clear evidence linking the exploitation of resources to the war in the Congo”
Questo appello avviene alla vigilia della diffusione del report finale di un gruppo di esperti incaricati dalle nazioni unite per investigare sulla natura economica del conflitto in Congo.
Il gruppo di esperti ha finora pubblicato 3 versioni del report che includevano informazioni su 85 aziende mutlinazionali che avrebbero guadagnato larghi profitti speculando sulla guerra.
Ad esempio le multinazionali statunitensi Cabot Corporation, Eagle Wings Resources International, Trinitech International, Kemet Electronics Corporation, OM Group (OMG); and Vishay Sprague.
Questo report e’ stato successivamente censurato sotto pressione del governo degli Stati Uniti e dell’OECD. Il report si puo leggere sul sito delle nazioni unite http://www.un.org/News/dh/latest/drcongo.htm.
Lo sapete che se scrivete nella ricerca de il sole 24 ore queste due parole “congo” e “multinazionali” non esce nessun articolo in archivio? Sarà un problema di mancata associazione di tag o è proprio costume di tutti non “toccare” gli interessi delle multinazionali del territorio?
Anche in questo caso ci sarà un perchè? Forse si leggete questo estratto… “Mobutu ha venduto le concessioni aurifere di Twangiza, Kamituga, Lugushwa e Namoya alla Banro, una compagnia mineraria Canadese che appartiene all’ex Primo Ministro Canadese Jean Chrétien. La Banro non poteva cominciare le esplorazioni e gli sfruttamenti dell’oro in quei territori fintanto che fossero occupati dai campi profughi ruandesi in seguito al genocidio del 1994.” … il prosieguo lo trovate qua.
Il generale Nkunda ha minacciato di far marciare i suoi miliziani su Kinshasa, a quasi 1600 chilometri da Goma, se il presidente Kabila non accetterà di aprire dei colloqui diretti. Se la minaccia di prendere Kinshasa appare irrealistica, le forze del generale hutu hanno dimostrato di poter entrare facilmente nella città di Goma.