Nov 06

Oggi è arrivato il primo convoglio dell’Onu in Congo. E’ un paese che vive la disperazione di una guerra civile permanente, anche quando “ufficialmente” si è in stato di pace o di tregua.

Come mai questo paese è perennemente in stato di guerra? Eppure è un paese ricchissimo. Forse è proprio la sua ricchezza a rendere povera, disperata e stremata la popolazione. Non nascondiamolo, il male del Congo è uno ed uno solo è portato dal capitalismo e si chiama: multinazionali.

Altamente esplicative sono le mappe del Limes pubblicate su repubblica. In Congo esistono giacomenti di: oro, diamanti, carbone, petrolio, uranio (per vedere la mappa in grande cliccateci sopra).

In realtà in nessuna fonte giornalistica, anche quelle serie, come repubblica.it e corriere.it, ma anche ilsole24ore.it, si trovano informazioni sulla vera portata del fenomeno. Si mostrano corpi che vagano in preda alla disperazione, alla fame e alla stanchezza. Nessuno spiega, però, il perchè!
Eppure ci sarà un perchè! Il Congo e’ un paese estremamante ricco  e in Africa la quasi totalita’ dei conflitti avviene in paesi che sono  estrememante ricchi di risorse naturali, negli altri paesi la vita e’ molto piu’ pacifica e le condizioni di vita sono molto migliori.
L’Africa è perennemente in guerra in quei luoghi dove c’è ricchezza. E’ sempre e solo in quei luoghi che si assiste a conflitti etnici, religiosi, a dittature, a colpi di stato, ecc. ecc.

Sarà un caso che i paesi piu’ ricchi di risorse naturali abbiano i redditi pro/capite piu’ bassi del mondo? Sarà un caso che i cittadini vivono in totale assenza di democrazia subendo imposizioni e atrocita’ di ogni genere e da molti anni la classe dirigente di quegli stati fa affari di miliardi con varie aziende multinazionali? No, non è un caso!

Una dozzina di organizzazioni internazionali pacifiste ecologiste e per i diritti civili hanno fatto un appello al consiglio di sicurezza delle nazioni unite per investigare sul profitto di aziende multinazionali in Congo (cliccate qua: http://us.oneworld.net/node/71424).
“The Security Council can no longer ignore clear evidence linking the exploitation of resources to the war in the Congo”
Questo appello avviene alla vigilia della diffusione del report finale di un gruppo di esperti incaricati dalle nazioni unite per investigare sulla natura economica del conflitto in Congo.
Il gruppo di esperti ha finora pubblicato 3 versioni del report che includevano informazioni su 85 aziende mutlinazionali che avrebbero guadagnato larghi profitti speculando sulla guerra.
Ad esempio le multinazionali statunitensi Cabot Corporation, Eagle Wings Resources International, Trinitech International, Kemet Electronics Corporation, OM Group (OMG); and Vishay Sprague.

Questo report e’ stato successivamente censurato sotto pressione del governo degli Stati Uniti e dell’OECD. Il report si puo leggere sul sito delle nazioni unite http://www.un.org/News/dh/latest/drcongo.htm.

Lo sapete che se scrivete nella ricerca de il sole 24 ore queste due parole “congo” e “multinazionali” non esce nessun articolo in archivio? Sarà un problema di mancata associazione di tag o è proprio costume di tutti non “toccare” gli interessi delle multinazionali del territorio?

Anche in questo caso ci sarà un perchè? Forse si leggete questo estratto… “Mobutu ha venduto le concessioni aurifere di Twangiza, Kamituga, Lugushwa e Namoya alla Banro, una compagnia mineraria Canadese che appartiene all’ex Primo Ministro Canadese Jean Chrétien. La Banro non poteva cominciare le esplorazioni e gli sfruttamenti dell’oro in quei territori fintanto che fossero occupati dai campi profughi ruandesi in seguito al genocidio del 1994.” … il prosieguo lo trovate qua.

Nov 06

Congo. riprendono gli scontri a Goma

da www.peacereporter.net

I ribelli di Nkunda accusano il governo di aver rotto il cessate il fuoco

In Congo, sono iniziati nuovamente i combattimenti intorno alla città di Goma. I miliziani del generale Laurent Nkunda hanno accusato una delle milizie pro-governative, quella dei Mai-Mai di aver rotto il cessate il fuoco in vigore da quasi una settimana. La ripresa dei combattimenti comunque non sembra ancora voler dire la rottura totale della tregua.

Il generale Nkunda ha minacciato di far marciare i suoi miliziani su Kinshasa, a quasi 1600 chilometri da Goma, se il presidente Kabila non accetterà di aprire dei colloqui diretti. Se la minaccia di prendere Kinshasa appare irrealistica, le forze del generale hutu hanno dimostrato di poter entrare facilmente nella città di Goma.
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha detto di essere pronto a recarsi sul luogo nel prossimo week end. Durante la sua visita, ha già fatto sapere di voler incontrare il presidente congolese Kabila e il suo corrispondente, ruandese Paul Kagame. Dal governo hutu di Kighali, che declina ogni responsabilità nel conflitto, fanno sapere che la richiesta di un incontro si basa su un “malinteso”. Il generale Nkunda si presenta infatti come il difensore degli hutu, che sono emigrati in Congo durante il governo tutsi in Ruanda, prima della guerra civile. Ma oltre alle motivazioni di facciata, ci sono le immense ricchezze minerarie del Congo. Fra queste il koltan, una sostanza indispensabile per il l’industria tecnologica occidentale di cui il Ruanda è il primo esportatore mondiale pur non possedendone. Non a caso le milizie del generale Nkunda si concentrano intorno all’unica strada asfaltata del paese che dal Congo porta in Ruanda.
Intanto tre campi profughi intorno a Rutshuru sono stati distrutti e più di cinquanta mila persone sono ancora alla ricerca di una sistemazione. Nei campi attrezzati delle Nazioni Unite invece sono arrivati i primi aiuti alimentari e Medici senza Frontiere

Feb 20

La Edhi Foundation è l’Organizzazione Non-Governativa più grande del Pakistan e fornisce servizi a vari gruppi di persone indigenti e in difficoltà. Tutti i servizi che offre dalla “Culla alla Tomba”, come recita lo stesso slogan dell’Associazione, fanno capire di che impegno si parla. (La scheda e’ ricavata dal sito Internet del premio Balzan assegnato al fondatore della Edhi nel 2000)

AMBULANZE ED ELIAMBULANZE
La Edhi Foundation ha raccolto la più grande schiera di ambulanze del Pakistan con un record impareggiabile di velocità nella risposta alle persone che soffrono di qualsiasi malattia. La sua rete a livello nazionale, grazie ai sistemi di comunicazione più moderni di cui è dotata, copre le aree più remote del Pakistan. Un gruppo di oltre quattrocento ambulanze, unità mobili da campo e unità di soccorso, che costituiscono questa rete, sono costantemente mantenute in stato di allerta per affrontare qualsiasi emergenza nel più breve tempo possibile e in ogni luogo del Pakistan. Quando a Karachi succede qualcosa e’ facile che arrivi prima la Edhi che la polizia.

CENTRI DI ASSISTENZA
I centri di assistenza della fondazione sono ubicati in tutte le metropoli e grandi città del Pakistan. Scopo precipuo di questi centri è la diffusione di tutti i servizi della Fondazione alle persone che ne hanno necessità, direttamente a domicilio. Una rete di più di 200 Centri di Assistenza svolgono la funzione di “Centro Servizi” per soddisfare i bisogni delle persone che soffrono. Sono impegnati costantemente in varie attività di cui beneficia direttamente o indirettamente la comunità locale 24 ore al giorno.

CASE PER GLI INDIGENTI
La Casa Edhi, chiamata anche “Apna Ghar” (Casa Nostra), offre ricovero a persone malate di mente, orfani e fuggiaschi. Esistono 13 case di questo tipo, delle quali 7 si trovano a Karachi. Circa seimila persone vivono nelle Case Edhi. Una persona povera o un senzatetto diventa un membro della famiglia Edhi non appena varca la soglia di queste strutture. Vitto, alloggio, indumenti e sistemazioni logistiche sono completamente gratuiti. Nel caso in cui una persona muore all’interno di queste case, la Fondazione si occupa delle pratiche di sepoltura seguendo i riti della religione del defunto (mussulmana, hindu, sikh, cristiana, o ogni altra religione).

 

PERSONE SCOMPARSE
A causa di problemi sociali, una grande quantità di bambini lasciano la loro casa o vengono separati dalle loro famiglie durante gli stati di emergenza. Allo stesso modo, i portatori di handicap mentali che non possono fare ritorno nelle loro case vagano per le strade. La Edhi Foundation utilizza sia la sua rete radio, che i canali radio e televisivi statali, organizza annunci locali, annunci sui giornali e, in questo modo, riesce a fare ritornare a casa migliaia di persone. Similmente, i cadaveri non identificati vengono tenuti in celle frigorifere all’obitorio e vengono compiuti tutti gli sforzi necessari per identificare il parente più prossimo.

JHOOLAS (CULLE PER NEONATI)
Nella maggior parte dei centri Edhi sono state installate delle Jhoolas (culle per neonati) dove possono essere lasciati i neonati non voluti. Questi bambini abbandonati vengono successivamente presi in custodia e ospitati presso le Case Edhi. Essi vengono poi affidati alle cure di famiglie adatte che ne fanno richiesta e che non hanno figli propri, con lo scopo di venire adottati.

BANCA DEL SANGUE E DEI MEDICINALI
La fornitura di sangue per salvare vite umane rimane uno degli elementi essenziali dei servizi di emergenza. In caso di grandi incidenti, calamità naturali e deflagrazioni di bombe, ecc., il sangue viene garantito a chi ne ha bisogno con la massima urgenza. Tutti i centri di assistenza delle più grandi città del Pakistan stilano regolarmente una lista aggiornata dei donatori appartenenti ai vari gruppi sanguigni e conducono campagne per spingere sempre più persone a donare il sangue. Il sangue viene raccolto negli ospedali e viene fornito gratuitamente ai pazienti poveri in caso di operazioni al cuore o di altre operazioni gravi.

OSTELLO PER I MALATI DI CANCRO DI KARACHI
Durante il 1980, rendendosi conto delle necessità delle persone povere affette da cancro che provenivano dalla campagna e si affollavano in città, la Fondazione ha sviluppato un progetto separato che riguarda l’organizzazione di un ostello per malati di cancro. Questo Centro agisce come ala esterna del Dipartimento di Radioterapia e Oncologia del Jinnah Post-Graduate Medical Centre di Karachi e fornisce cure ai malati terminali, nonché ai malati di cancro indigenti indipendentemente da sesso ed età, con servizi sia interni che a domicilio. Gli esperti del Jinnah Post-Graduate Medical Centre si occupano dei servizi di radioterapia e di oncologia diagnostica, mentre gli altri servizi sanitari sono organizzati direttamente all’interno dell’Ostello per malati di cancro.

CASE PER GLI ANIMALI
Le Case Edhi erano nate originariamente per fornire servizi a persone con problemi economici e di salute. Presto, però, anche gli animali maltrattati dai loro padroni o che erano diventati zoppi, menomati o gravemente feriti iniziarono a trovare ricovero presso i Centri Edhi. A essi si sommano anche gli animali dispersi o gli animali domestici abbandonati che non hanno altro luogo dove andare se non un ricovero Edhi. In previsione di un numero sempre maggiore di tali animali, la Edhi Foundation ha organizzato un’unità di cura separata che ha ormai raggiunto le dimensioni di un piccolo zoo. Uno staff di veterinari, oltre a gruppi di volontari, si occupano di questi animali al Centro lungo l’autostrada di Karachi.

AIUTO AI DETENUTI
Oltre all’assistenza legale, la Edhi Foundation fornisce servizi ai detenuti di diverse carceri e a chi è sottoposto alla carcerazione preventiva come l’approvvigionamento di generi alimentari (Carcere di Borstal e Centrale), servizi sanitari (Carcere Centrale di Karachi) e anche regali (in occasione di festività nazionali) ogni anno.

MENSE PUBBLICHE PER IL PASTO QUOTIDIANO
Le mense pubbliche della Edhi (Lunger) esistono a Karachi, Lahore e Rawalpindi. Lo scopo di questo progetto è di scoraggiare l’accattonaggio. Grazie a questo progetto vengono serviti ogni giorno i pasti nelle aree densamente popolate da persone indigenti. Chiunque sia privo di mezzi a causa della povertà, della disoccupazione o di altri fattori sociali può beneficiare di un pasto gratuito una volta al giorno. Le persone non dovrebbero dare l’elemosina ai semafori ma indirizzare i mendicanti a questi “Lunger” per mangiare.

ASSISTENZA AI RIFUGIATI
La Edhi Foundation fornisce servizi ai rifugiati di diversi paesi che hanno dovuto richiedere asilo in Pakistan. Ne beneficiano, tra gli altri, i rifugiati provenienti da Afghanistan, Kashmir, Bosnia, Iraq, Birmania, Nepal, Bangladesh, Somalia e Uganda

 

http://www.edhifoundation.com/

 

Feb 07

CALENDARI

Se vi manca un calendario, se siete stufi di vedere il muso di Brad Pitt o le naticucce di Cindy oppure se, ancora meglio, sentite la necessità di una buona azione, Amani ha pubblicato per l’undicesimo anno qualcosa di speciale.

Quest’anno il loro impegno va a tutti coloro che hanno tentato una vita migliore imbarcandosi e affrontando l’inferno delle traversate su gusci di noce: I MIGRANTI.

Il calendario costa:
- Formato da parete (37×45 cm.)
10,00 euro
Formato da scrivania al costo di
8,00 euro
(Spese di spedizione escluse)

è disponibile presso la sede operativa di Amani (Via Tortona, 86 – Milano) www.amaniforafrica.org

Se poi vi va,
Firmate il nostro appello per “Monumento per gli immigrati morti e dispersi in mare”>>

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