Oltre sessanta proprietari bianchi sono stati sfrattati dalle proprie terre in Zimbabwe. In quesi giorni alcuni veterani di guerra hanno seguito l’appello della Zanu-Pf, il partito del presidente Robert Mugabe, che aveva detto di “non permettere il ritorno dei bianchi nelle terre dei neri”. Intanto la tensione sale nel paese dell’Africa australe, in attesa della pubblicazione dei risultati delle elezioni presidenziali, tenutesi nove giorni fa. II leader del Movement for the democratic change (Mdc) Morgan Tsvangirai sostiene di aver superato già al primo turno la soglia del 50 per cento più un voto che lo elegge a capo dello stato. In un articolo pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian, Tsvangirai lancia un appello all’intervento alla comunità internazionale: “Le principali potenze qui, come il Sudafrica, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dovrebbero agire per porre fine al regno suicida di Mugabe e costringere lui e il suo entourage a ritirarsi”. Il leader dell’opposizione dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ieri ha incontrato a Johannesburg il leader dell’African national Congress (Anc), Jacob Zuma. L’Anc ha offerto la propria disponibilità a sostenere l’Mdc “in ogni iniziativa volta a garantire una accordo pacifico e concordato” per risolvere la crisi elettorale.La commissione elettorale non ha ancora reso noti i risultati delle elezioni e oggi cinque funzionari della Commissione elettorale sono stati arrestati in Zimbabwe con l’accusa di aver alterato i risultati a danno del Presidente Robert Mugabe.
Apr 08