| No majority for Mugabe in recount |
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| MacDonald Dzirutwe | Zimbabwe | ![]() |
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| 26 April 2008 04:35 | |||
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| MacDonald Dzirutwe | Zimbabwe | ![]() |
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Disordini e manifestazioni di protesta sono in corso a Kisumu, città sulle sponde del Lago Vittoria, nell’ovest del paese: secondo fonti della MISNA contattate alle porte della località, tutti i negozi sono chiusi e alcune vie sono bloccate da ore da dimostranti scesi in strada dalle 16.00 di oggi pomeriggio. Come avvenuto nelle ultime ore nella baraccopoli di Kibera, nella capitale Nairobi, anche a Kisumu, roccaforte dell’opposizione, sembra che i dimostranti protestino contro il ritardo nell’annuncio della formazione del governo di coalizione, accusando il campo del presidente Emilio Mwai Kibaki di esserne responsabile. “Per il momento non siamo in grado di fornire un bilancio degli avvenimenti, ma la tensione è tornata altissima molto rapidamente” dice una fonte della MISNA contattata a Kisumu. [CC]
Una perdita di 174 milioni di euro, con mancati introiti per le casse dello Stato pari a circa 58 milioni di euro, vale a dire il 78,1 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono i dati relativi al turismo emessi dal Kenya Tourist Board (Ktb) dopo la crisi post-elettorale in Kenya.Il settore che sta piu’ risentendo della crisi e’ il turismo, seconda voce delle entrate dopo la floricoltura, con un’incidenza del 12 per cento sul Prodotto interno lordo. Un giro d’affari che, secondo i dati del Kenya Tourist Board che nel 2007 era pari a 590 milioni di euro e i cui introiti sono crollati di quasi l’80%.Sul problema è intervenuto oggi anche l’ambasciatore italiano in Kenya, Pierandrea Magistrati. Oltre quattromila sono stati i licenziamenti soltanto a Malindi nel settore del turismo a causa delle violenze in alcune regione del Kenya, seguite alle elezioni di dicembre. “Intere famiglie dipendevano dal lavoro di questo personale licenziato da alberghi e ristoranti, perche’ non arrivano piu’ turisti” ha detto Magistrati all’Agi.Gli arrivi dall’Italia -al terzo posto nel 2007 con 84mila turisti- hanno fatto registrare nei primi tre mesi di quest’anno un calo dell’80 per cento. “Qualcosa in piu’ rispetto ad altri Paesi di provenienza come Inghilterra (204mila arrivi nel 2007), Stati Uniti (101mila) e Germania (83mila)”, spiega all’Agi Federica Volla, rappresentante per l’Italia del Ktb, “la ragione e’ che il turismo dall’Italia dipende dai collegamenti charter. Tutti i Paesi che hanno voli di linea con il Kenya hanno fatto registrare flessioni minori. Sono stati molti i collegamenti charter per Mombasa cancellati o ridotti. L’Air Italy, l’unica compagnia che garantiva una certa continuita’ con due voli settimanali, da gennaio ha sospeso il servizio.
“Quando sono scoppiati i disordini, nel pieno della stagione turistica, a Malindi c’erano cinquemila italiani, molti dei quali sono subito ripartiti sentendo le notizie che arrivavano da Nairobi e dalla Rift Valley, anche se in realta’ nell’area della costa non e’ successo nulla”, ha raccontato l’ambasciatore, “La responsabilita’ e’ anche di una cattiva informazione che ha descritto un intero Paese sull’orlo della guerra civile. Non e’ stato sufficiente il lavoro che abbiamo fatto con l’Unita’ di crisi della Farnesina per informare i viaggiatori di evitare soltanto alcune zone del Kenya, come la capitale e l’area nordoccidentale”. Ora tutto dipende dal presidente Mwai Kibaki e dal premier Raila Odinga. “Dopo le violenze, le grandi speranze e finalmente la riappacificazione, resta da superare la fase piu’ difficile: la ripartizione del potere. I governanti devono capire che e’ tempo di mettersi a lavorare insieme”, ha sottolineato l’ambasciatore.
Intanto le tensioni sono ancora latenti ed in alcune zone è ancora violenza.
Oltre sessanta proprietari bianchi sono stati sfrattati dalle proprie terre in Zimbabwe. In quesi giorni alcuni veterani di guerra hanno seguito l’appello della Zanu-Pf, il partito del presidente Robert Mugabe, che aveva detto di “non permettere il ritorno dei bianchi nelle terre dei neri”. Intanto la tensione sale nel paese dell’Africa australe, in attesa della pubblicazione dei risultati delle elezioni presidenziali, tenutesi nove giorni fa. II leader del Movement for the democratic change (Mdc) Morgan Tsvangirai sostiene di aver superato già al primo turno la soglia del 50 per cento più un voto che lo elegge a capo dello stato. In un articolo pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian, Tsvangirai lancia un appello all’intervento alla comunità internazionale: “Le principali potenze qui, come il Sudafrica, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dovrebbero agire per porre fine al regno suicida di Mugabe e costringere lui e il suo entourage a ritirarsi”. Il leader dell’opposizione dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ieri ha incontrato a Johannesburg il leader dell’African national Congress (Anc), Jacob Zuma. L’Anc ha offerto la propria disponibilità a sostenere l’Mdc “in ogni iniziativa volta a garantire una accordo pacifico e concordato” per risolvere la crisi elettorale.La commissione elettorale non ha ancora reso noti i risultati delle elezioni e oggi cinque funzionari della Commissione elettorale sono stati arrestati in Zimbabwe con l’accusa di aver alterato i risultati a danno del Presidente Robert Mugabe.
Come 30 Euro possono cambiare una vita
Il sostegno scolastico dei bambini orfani di Koveto è una delle attività che il nostro gruppo ha deciso di attivare in Togo.
Questo progetto è nato dall’idea che l’istruzione sia la chiave per il cambiamento e il riscatto da una condizione di indigenza e di discriminazione.
In numerosi villaggi del Togo, infatti, molti bambini restano orfani a causa della diffusione di malattie endemiche come AIDS e malaria, dovute alla povertà, alla scarsa igiene e alla mancanza di educazione sanitaria. Vivendo in condizioni economiche decisamente precarie, molto spesso sono obbligati a cominciare a lavorare in piena infanzia nei campi o nei mercati senza poter frequentare, di conseguenza, né la scuola elementare né la media. Questo li lascerà per tutta la vita in una situazione di emarginazione senza via d’uscita.
A questa gravissima piaga sociale la nostra struttura vuole porre rimedio impegnando le donazioni raccolte in Italia per inserire e seguire questi bambini nel loro processo scolastico.
E’ possibile realizzare due tipi di sostegno: quello scolastico, di 30 Euro all’anno, grazie al quale potremo fornire al bambino matite, penne, quaderni, una divisa e la tassa di iscrizione alla scuola pubblica e quello completo, di 25 Euro al mese ( 300 Euro all’anno) che ci permetterà di munire il bambino di matite, penne, quaderni, due trattamenti antimalarici, il nutrimento e l’assistenza sanitaria per un anno, una divisa, un paio di scarpe e, ovviamente, la tassa di iscrizione alla scuola pubblica.
Se vuoi anche tu dare la possibilità a questi bambini di avere un futuro migliore non aspettare, contattaci ai seguenti indirizzi e-mail
ginalito@hotmail.com, mazzalaura@yahoo.it oppure visita il sito www.unaltromondo.it
Le responsabili del progetto
Gina, Manuela e Laura


Il partito del presidente Robert Mugabe ha perso il controllo del Parlamento dello Zimbabwe mercoledì e l’opposizione ha detto che era stato sconfitto per la prima volta in uno scrutinio presidenziale.
Mugabe non dà grandi segnali di volersi arrendere facilmente: si parla già di brogli elettorali.
Un timore che serpeggia già da diversi giorni è lo spettro dei gravissimi fatti accaduti nel periodo postelettorale del Kenya.
La speranza invece della popolazione è alta: l’avvento del grande rivale di Mugabe è vissuto come un balzo verso la libertà, l’affrancamento dalla fame e dalle malattie.
Anche gli operatoi di pace attendono gli sviluppi ansiosamente.