DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI BASHINGANTAHE
Africa per me vuol dire aver scoperto la mia vera strada.
La prima volta è stata con Roberto, mio marito. Lui in Africa era di casa, medico volontario, una vita passata ad occuparsi di chi soffre, solo perchè per lui era vita.
Sono partita con lui un po’ titubante, lo ammetto. Appena sposata, un passato tutto diverso che non sentivo già più mio da tempo, così come il cambio della mia storia.
Le tempeste improvvise, la luna gigantesca, le stelle a miliardi, il dolce suono del vento che la sera di porta lo sciabordio delle onde dell’oceano….
Gli occhi da cerbiatto dei bimbi, l’espressione fiduciosa delle persone che guardano Roberto con gratitudine, le rughe di sole e vento nel volto dei pescatori.
Tutto così lontano da quell’africa di cartapesta delle spiagge famose, tutto così vicino al cielo, che si fonde col mare.
Tutto così vero, nella sua sofferenza, nelle sue piccole gioie di conquista: chissà perchè lo chiamano mal d’Africa… adesso lo so.
L’Africa è afflitta da ogni tipo di piaga, non fa differenza da dove venga, chi o cosa ne sia la causa: la sofferenza è parte integrante delle persone, dei bambini come degli adulti.
Del Burundi si è parlato molto, poi le mode sono cambiate….
Riporto un importante documento, con l’intento di rinnovare l’interesse nei confronti di questo piccolo Stato, talvolta considerato come facente parte dell’Africa orientale, talvolta dell’Africa dei Grandi Laghi.
Geografica è nella zona dei Grandi Laghi; ha la sorte di confinare con il Ruada a nord, con la Repubblica Democratica del Congo a ovest, e con la Tanzania a sud e a est. Ha per capitale Bujumbura.Prima di nascere come stato indipendente è stato colonia tedesca e possedimento belga.
ALT AL CRIMINE E ALLA VIOLENZA
DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI BASHINGANTAHE
Introduzione
La vita attuale, in Burundi è dominata da una grave insicurezza. I mass media diffondono, quotidianamente, comunicati di decessi avvenuti in seguito ad assassini perpetrati contro cittadini innocenti, da uomini in uniforme. L’aspetto terribile è che siano gli agenti di sicurezza ad essere implicati in questi atti, che vengono commessi continuamente insieme alla violenza su donne e ragazzine. In provincia, i nostri connazionali sono decimati, a volte famiglie intere, e spesso accusati di stregoneria, senza alcuna prova. I responsabili si arrogano il diritto di uccidere e saccheggiare senza alcuna vergogna. In questo modo, l’impunità diventa un modo di governo, tollerato e banalizzato. In tal modo nessun cuore può essere calmo, essendo il domani avvolto nella più drammatica incertezza.
Nella città di Bujumbura, ogni notte conta delle morti. In provincia, la situazione è simile. Gruppi di uomini armati uccidono e saccheggiano. Le armi abbondano nel Paese. La sicurezza è il problema chiave.
L’altra drammatica constatazione è sul fatto che i concorrenti politici stanno concentrando le loro energie sul “fuori gioco elettorale”, continuando la loro propaganda senza che ciò sia autorizzato dalle autorità preposte. Il peggio è che gli attori di tale propaganda sembrano contare sul terrore, per raccogliere frutti come avvenuto in passato. Di questo passo, c’è da temere l’attivazione delle milizie reclutate nel cerchio dei partiti politici, ed un conseguente disastroso ulteriore deterioramento della sicurezza. Aggiungete a questa confusione, la totale dipendenza della magistratura dall’Esecutivo, che può quindi condurre i protettori della Legge a diventare “pescatori in acqua torbida”.
In più, il silenzio attuale dello Stato è inquietante, per diversi motivi. Il crimine e la violenza sembrano banalizzati, tollerati, mentre la situazione è invece ormai insostenibile.
I responsabili dell’apparato statale sembrano compiacersi di questa situazione caotica a danno della sicurezza e della vita dei cittadini.
La povertà si aggiunge alla disgrazia vissuta dalle famiglie. Queste sono questioni di importanza capitale che dovrebbero preoccupare in sommo grado i dirigenti eletti dal popolo. Questi ultimi dovrebbero trattare questa drammatica situazione con priorità assoluta, lavorando nel frattempo per trovare delle risposte e delle soluzioni.
I nostri eletti non hanno il diritto di trarre vantaggio da questa situazione caotica.
E’ inammissibile che continuino ad occuparsi del loro quotidiano come se niente fosse, mentre regnano il crimine e la violenza.
Tutto il popolo è terrorizzato da questo disordine. Un proverbio rundi recita “Il male che persiste finisce sempre per nuocere seriamente (akataretse kaba gasema)”. Un altro detto recita : “Il rifiuto del consiglio di un saggio, induce al disastro (Kananira abagabo ntiyimye)”.
Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe invita dunque i capi del Burundi ad adoperarsi affinché venga protetto il Bene Comune e si combattano il crimine e la violenza. Si deve fare fronte vigorosamente al dilagare dell’insicurezza. Chiediamo ai dirigenti del nostro paese di mostrare la loro determinazione, unendo gli atti alle parole, per non essere accusati di complicità per il disordine creatosi. Occorre che giustizia sia fatta per interrompere la totale impunità. Si devono condurre indagini senza condizionamenti fino ad ottenere risultati tangibili.Occorre evitare che la creazione di capri espiatori diventi un modo di governo e che il Burundi smetta di essere una repubblica dove ogni specie di crimine può essere commesso nella totale impunità.
Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe chiede allo Stato di chiarire la situazione a proposito dell’implicazione degli agenti dell’ordine ed altri responsabili nelle azioni criminose commesse nel paese. Altrimenti, tutto darà l’impressione di un popolo straziato dai suoi eletti. Per evitare ciò, ci occorre una polizia vicina e riconosciuta dalla popolazione.L’accusa secondo la quale la Polizia burundese sia a volte implicata nel deterioramento della sicurezza è cosa grave, poiché una delle missioni primordiali dello Stato, che spiegano la sua ragion d’essere, è la protezione della vita dei cittadini, e la promozione dei loro diritti. Occorre che il ruolo dello Stato sia visibile in questo senso. Occorre che i cittadini si sentano protetti.
Le più alte autorità dello Stato sono dunque chiamate ad eliminare tutto ciò che possa costituire un ostacolo a questo compito di primo piano, e porre fine, ad esempio, ai malfunzionamenti osservabili nell’ambito del Governo.
I doveri e le relazioni gerarchiche dei ministri ed i vice-ministri dovrebbero essere chiariti. La confusione di ruoli conduce sempre al conflitto o all’inerzia.
Infine, solo l’osservazione e il rispetto delle norme di trasparenza, legalizzando gli atti che conducono alla buona gestione, potrà aiutare le autorità Burundesi a riconquistare la fiducia della Comunità internazionale e contribuire alla lotta contro la miseria che impera nel paese. La gestione irresponsabile della cosa pubblica può soltanto condurre verso il caos. Per evitare questo occorre rinunciare alle spese inutili, impedendo, ad esempio l’approvazione ad effettuare grandi acquisti o costose visite all’estero, per ragioni che portano alcun ritorno per il Paese.
Questa situazione obbliga il Consiglio Nazionale dei bashingantahe ad esprimere le sue considerazioni nell’ottica di coinvolgere i dirigenti del Burundi per tornare a ristabilire l’ordine pubblico:
- Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe è preoccupato dal silenzio che attualmente circonda l’azione statale, a proposito della sicurezza. Cittadini innocenti vengono assassinati ogni giorno, ogni notte, nelle loro abitazioni. Il crimine e la violenza sono banalizzati e tollerati. In questo momento agenti dell’ordine uccidono e saccheggiano senza vergogna, e i loro atti sono banalizzati, e impuniti. Le indagini sui crimini commessi non concludono a nulla, non hanno seguito. Normalmente, qualsiasi capo deve comportarsi come buon padre di famiglia. Lo è naturalmente. Non può dormire sugli allori mentre il suo popolo grida e uccide a testa bassa, nella completa confusione e disperazione.Un vero capo deve essere sempre preoccupato di calmare gli spiriti traumatizzati, e di proteggere gli inermi e i deboli.
Deve punire, senza indugio, i fomentatori di disordini e tutti coloro che si comportano come animali selvaggi nell’ambito di una società umana, tuttavia disciplinata da leggi. Un buono capo deve cercare sempre di difendere e proteggere i diritti umani e l’armonia comunitaria. Questa qualificazione deve, a tutti i costi, caratterizzare tutti i dirigenti del Burundi, a cominciare da sua eccellenza il Presidente della repubblica del Burundi. È lui che detiene legittimamente il potere. Deve dunque assumersi una ferma e determinata responsabilità.
- Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe denuncia quindi il mal potere a carico dei concorrenti politici che favoriscono le divisioni di qualsiasi natura in questo periodo.
Il Burundi è distrutto dalla frammentazione. Tutti i settori della vita nazionale sono segnati dalla discesa agl’inferi. Bisogna intervenire per ricostruire tutto, per organizzare la riparazione del tessuto sociale, in particolare con la ricerca di meccanismi di giustizia di transizione. La presente situazione caotica mostra che le condizioni non sono favorevoli per la messa in opera di tale ricostruzione, tuttavia urgente e indispensabile. I concorrenti politici, che si sono impegnati nella corsa alle elezioni, orizzonte 2010, devono rispettare le disposizioni legali in materia elettorale, anziché operare nella clandestinità. Devono avere come prioritaria la volontà di consolidare la pace, anziché ricercare la vittoria con la menzogna, il terrore e le divisioni. Viene richiesto loro di non privilegiare la ricerca libera degli interessi pecuniari che può garantire l’accesso al potere. Il bene comune deve essere la finalità della lotta politica. Tutto bashingantahe, in collaborazione con le altre componenti della società civile e l’amministrazione locale, è coinvolto per segnalare e denunciare tutti i propagandisti clandestini che sono responsabili oggi di fomentare il disordine nel paese.
Lo Stato non può restare uno spettatore indifferente. Deve infliggere pene ai suddetti fomentatori con assoluta imparzialità.
- Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe chiede con insistenza allo Stato di adottare misure repressive contro i fomentatori di disordini di qualsiasi tipologia.
- Agenti dell’ordine e della sicurezza, che torturano i cittadini, che saccheggiano e che uccidono senza alcun freno, che non rispettano i diritti umani, dovrebbero essere radiati dall’esercito e della polizia, senza indugio, ed essere portati in giudizio. Un paese, come il Burundi, che dispone ancora di leggi e di valori che disciplinano la vita nazionale, non può non combattere il crimine e la violenza perpetrati da individui “senza fede né legge”.
- Interdire il porto d’armi nei locali. I dirigenti, che hanno una guardia dovrebbero. in prima linea, sensibilizzarsi e dare seguito a questa preoccupazione legittima della popolazione.
- Una polizia apposita dovrebbe, ad esempio, essere messa a disposizione di ogni comune. Gli elementi che la compongono dovrebbero essere conosciuti dagli abitanti delle zone. In caso di cambio delle posizioni di guardia, gli abitanti devono esserne informati.
- Si raccomanda fortemente di fare di tutto per disarmare ogni persona che ha acquisito un’arma dalle mani dei fomentatori di disordini, dichiarati o meno. Tutti coloro che distribuiscono le armi nell’ambito della popolazione devono essere arrestati e portati in giudizio. Quest’operazione è vitale e urgente. Poiché il tema del disarmo resta solo una soluzione a parole e non nei fatti, nessuno comprende perché, nonostante sia auspicato da tutto il popolo burundese che chiede la salvaguardia della sicurezza e della pace, non sia stato ancora messo in atto dal Governo.
- Il Consiglio Nazionale dei bashingantahe è fortemente preoccupato per la miseria indicible nella quale il popolo burundese è costretto a vivere. Accanto alle diverse malversazioni economiche, il Burundi manca terribilmente di aiuti. La cattiva gestione delle risorse, che rimane attuale, non è tale da incoraggiare eventuali sostenitori. Di principio, ogni dirigente ci si aspetta che sia garante dell’equità e che aberri qualsiasi favoritismo e forma di egoismo. Il tesoro pubblico non può essere confuso con i beni personali. Non è ammissibile che gli amministratori dello Stato si preoccupino di farsi concorrenza nel trovare stratagemmi astuti per praticare la corruzione e le malversazioni economiche.
Oggi si direbbe che i nostri dirigenti siano in concorrenza per ottenere, a tutti i costi, ritorni pecuniari passando per vie illegali. La saggezza dei nostri antenati ricorda che chi non ha nessuno a cui dare consigli non avrà nessuno per seppellirlo nel giorno della sua morte (Nyamubura ikimuhanura ni we nyamubura ikimuhamba). I Burundesi devono imparare a prevenire gli eventi anziché subirli, anziché attendere lo scoppio delle crisi e doversi trovare a riparare la situazione a cose avvenute.
- Per tutte queste ragioni, il Consiglio Nazionale dei bashingantahe raccomanda, a questo riguardo, quanto segue:
- Rinunciare alle forti spese, in termini di veicoli o altri attrezzi che gravano pericolosamente sul tesoro pubblico. Lo Stato deve cercare tutti i mezzi per soddisfare gli sforzi dei funzionari, programmare il futuro, elaborare e mettere in piedi progetti agropastorali, coltivazioni minerarie, ed altro.
- Annullare qualsiasi viaggio troppo costoso e senza nessun ritorno in termini di sviluppo o di opportunità per la comunità. Conservare e prevedere i mezzi necessari allo sviluppo di settori in difficoltà, come l’agricoltura e l’allevamento, la tutela dell’ambiente, la sanità pubblica, la ricostruzione delle infrastrutture, ecc..
- Adottare strategie per rilanciare la cooperazione per lo sviluppo. A questo proposito, denunciare e reprimere gli autori dei crimini economici e della violenza, ed affidare responsabilità a personalità scelte per la loro integrità morale e per le loro competenze. Combattere i condizionamenti, il clientelismo, i favoritismi, e fare di tutto per promuovere l’indipendenza della magistratura.
- Infine, il Consiglio Nazionale dei bashingantahe intende condurre una consultazione presso la società civile in attesa di redigere un memorandum che descriva e denunci il male perpetrato sul suolo burundese. Questo memorandum metterà in evidenza le risoluzioni e le raccomandazioni pratiche, in attesa di sollecitare maggiormente l’azione statale per il miglioramento della situazione.
- Che Dio vegli sul Burundi.
Redatto a Bujumbura, il 1 febbraio 2008
LE PRESIDENT DU CONSEIL NATIONAL
DES BASHINGANTAHE
Adrien NTABONA
Invito a mandare i vostri pensieri sull’Africa a questo indirizzo http://www.lettertoafrica.com/
E’ un modo per sentirci meno lontani, e non solo geograficamente! Grazie