Nov 20

www.nonciarrendiamo.medicisenzafrontiere.it

Nov 20

Il Comune di Forli’, la Provincia di Forli’-Cesena
e la Regione Emilia Romagna nell’ambito delle
celebrazioni del 60mo anniversario della dichiarazione
dei diritti umani promuovono la presente iniziativa.

Giovedi’ 20 novembre 2008
ore 11.00
Fabbrica delle candele, Piazzetta Corbizzi
Incontro con le scuole

ore 21.00
Sala del Consiglio Provinciale, P.zza Morgagni

Saranno presenti per portare la propria
testimonianza e rispondere alle domande dei
ragazzi:

Padre Renato Kizito Sesana

Fabio Ilacqua
regista del film “Piccolo Fratello”

Durante gli incontri verranno presentati alcuni
brani del film PICCOLO FRATELLO

Porteranno i loro saluti:
Alberto Manni
Assessore Provincia di Forli’-Cesena:
Liviana Zanetti
Assessore Comune di Forli’:
Rappresentante della Regione Emilia Romagna

http://www.amaniforafrica.org/amani/iniziative/FORLI2008.pdf

Nov 11

  L’evento di presentazione

Il libro sarà presentato a Roma il 13 novembre. Per l’occasione saranno presenti gli autori, che si alterneranno sul palco e leggeranno alcuni passaggi dei loro racconti. Le letture saranno accompagnate da interviste video agli scrittori che racconteranno le emozioni vissute durante la loro visita ai progetti di MSF.

Disponibili 50 posti di galleria per la serata di presentazione: prenotali via e-mail>>  Lo spettacolo potrà essere seguito in diretta web sul nostro sito internet a partire dalle ore 21. Nei giorni successivi sarà disponibile la registrazione dell’evento.

Il progetto

“Questo libro arriva dopo 37 anni di storia di Medici Senza Frontiere, 37 anni di azione medica umanitaria che fin dall’inizio abbiamo scelto di far raccontare, a volte denunciare, sempre da testimoni piuttosto che da testimonials. Il testimone è qualcuno che parla sempre in prima persona, che mette in gioco la propria sensibilità e le proprie emozioni, il testimonial al contrario propone una lezione altrui. E pertanto abbiamo ritenuto che i migliori testimoni di quello che facciamo, di quello che vediamo, fossimo noi stessi o i nostri pazienti. Tanto è vero che finora accanto a memorie, documenti, dossier, comunicati, la parte migliore della produzione scritta di MSF sono state le raccolte delle lettere personali degli operatori espatriati ai quattro angoli del mondo. Un mondo notoriamente del tutto privo di angoli.
Ma se giunti alla nostra età matura, per una volta avessimo osato di più? Se avessimo cercato di condividere l’esperienza ricorrendo ad un diverso genere di testimonianza? L’attenzione dell’editore e la generosa disponibilità degli autori a cui ci siamo rivolti, ha permesso di centrare l’obiettivo di lasciarci narrare, e per la prima volta al mondo a questo modo, proprio in italiano”

Konstantinos Moschochoritis
Direttore generale di MSF Italia.

Il libro

Dalla Thailandia alla Cambogia, dalla Somalia alla Repubblica Democratica del Congo, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all’Italia, nove scrittori italiani (Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia Di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Domenico Starnone) raccontano la realtà di alcune aree, in cui Medici Senza Frontiere opera, per sensibilizzare un largo pubblico sui temi della violenza urbana, della prostituzione, delle guerre, delle malattie e di tutte quelle crisi dimenticate che colpiscono le popolazioni indifese. Il volume offre un affresco di ritratti, storie, realtà dure e drammatiche dipinto in maniera agile e “leggera” dalla variegata sensibilità degli scrittori, per la prima volta a contatto con situazioni al limite. Situazioni che cattureranno e coinvolgeranno il lettore nella complessità di quelle crisi invisibili che affliggono il cosiddetto Sud del mondo. L’opera, edita da Feltrinelli, è corredata dai disegni di Emilio Giannelli.

I racconti

Alessandro Baricco
La normale vita di Naing Nay
“…È difficile immaginare cosa possa significare per loro l’apparizione di stranieri sani, ben vestiti, con i denti puliti, e zaini contenenti cose di proprietà – e in generale quale idea si facciano di umani occidentali che si prendono cura del dolore altrui a così tanti chilometri da casa loro, senza alcuna logica apparente…”

Alessandro Baricco ha visitato il progetto a Phang Nga (Thailandia) dove MSF offre gratuitamente cure primarie ai profughi birmani che vivono nel campo rifugiati con una particolare attenzione alla salute materno-infantile, alle malattie sessualmente trasmissibili e alla potabilizzazione dell’acqua.

Stefano Benni
C’era una volta l’AIDS
” …I farmaci hanno fatto grandi passi in avanti, ma un terzo della popolazione mondiale non se li può permettere. E al centro di questa tragedia c’è l’AIDS…”

Stefano Benni segue la Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. Campagna promossa da MSF per far sì che le popolazioni dei paesi poveri abbiano accesso alle cure e per stimolare la ricerca di nuovi farmaci per quelle malattie che colpiscono prevalentemente questi paesi.

Gianrico Carofiglio
Sommarie informazioni a Bogotà
“… In relazione al contesto della sparizione e a notizie anche informalmente assunte dalla polizia colombiana, si ipotizzava che la Colonna fosse rimasta vittima di omicidio e che si configurasse la fattispecie di delitto politico…”
Gianrico Carofiglio ha visitato il nostro progetto a Bogotà (Colombia) che riguarda l’accesso alle cure primarie e il supporto psicologico per sfollati e rifugiati costretti ad abbandonare le loro terre per scappare da una guerra civile che dura da 50 anni.
Mauro Covacich
Bungee jumping a Takeo
“…Ecco, la grazia, la prima cosa che mi ha colpito in Cambogia è stata questa. Ogni gesto, ogni movimento trasmetteva grazia. La scrittura khmer, tutta riccioli e ciuffetti, le volute compiute dalle mani nelle danze tradizionali…”
Mauro Covacich ha visitato i nostri progetti a Phnom Pehn, Takeo, Siem Reap (Cambogia) dove MSF offre cure per le malattie croniche endemiche nel Paese (diabete, ipertensione), per l’AIDS e le malattie sessualmente trasmissibili, la TB e la dengue (malattia portata dalla zanzara tigre).
Sandrone Dazieri
Una persona alla volta
“…Mi viene assegnata una stanza, con un letto coperto dalla solita zanzariera e un tavolo di legno. Dentro fa un po’ meno caldo che all’esterno, e riesco appena a posare la mia borsa prima di risalire sulle jeep per raggiungere l’ospedale a un paio di chilometri di distanza…”
Sandrone Dazieri ha visitato il nostro progetto a Galcayo (Somalia) dove MSF assiste la popolazione colpita dal conflitto, con supporto psicologico per le vittime di violenza sessuale. Inoltre offre un programma nutrizionale per la cura dei bambini malnutriti.
Silvia Di Natale
Il risveglio di Roxana
“…Si erano fermati poco prima del confine con il Pakistan. Alle loro spalle l’altipiano di Kandahar era inondato di luce. Quello che avvenne poi Roxana non se lo ricorda più bene. Erano ripartiti, lei si era addormentata…”
Silvia Di Natale ha visitato il nostro progetto a Quetta (Pakistan) dove MSF assiste i profughi afghani a Kuchlak, un quartiere alla periferia di Quetta, con particolare attenzione alla salute materno-infantile e alla pianificazione familiare.
Paolo Giordano
Mundele
“…Lucille me l’aveva detto, un giorno che io le tamponavo la fronte con un fazzoletto bagnato, per alleviare i bollori della dengue e nell’orecchio le sussurravo incessantemente: «ora ti passa. Vedrai che ora ti passa». Io l’avevo guardata, disarmato come sempre. Poi avevo seguitato a tamponarle la fronte, in silenzio…”
Paolo Giordano ha visitato un nostro progetto a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) dove MSF fornisce assistenza e cure per i malati di AIDS, counselling e assistenza medica per le sex workers a Masina, uno dei quartieri più degradati della città.

Antonio Pascale
Medici di se stessi
“…Ad alcune domande si sa è meglio non rispondere in fretta, il pensiero deve raffreddare l’emozione, non fosse altro perché questo sentimento strano che è l’emozione ci predispone all’altro ma dell’altro può renderci schiavo…”
Antonio Pascale ha visitato il nostro progetto a Rio de Janeiro (Brasile) dove MSF offre assistenza e cure primarie per gli abitanti e le vittime del conflitto urbano nella favela del Complexo de Alemão.
Domenico Starnone
Condom Butterfly
“…A un certo punto mi rendo conto che, un po’ per la pettorina che indosso, un po’ per la barba bianca e i capelli grigi, le puttane mi scambiano per un Medico Senza Frontiere tra i più affidabili. La cosa mi piace. È un travestimento, una finzione, e tuttavia è come se mi si acquietasse qualcosa dentro…”
Domenico Starnone ha visitato il nostro progetto a Napoli, un progetto di assistenza sanitaria per gli stranieri senza permesso di soggiorno con attenzione particolare alle donne immigrate che lavorano come prostitute in provincia di Caserta.

Nov 06

Oggi è arrivato il primo convoglio dell’Onu in Congo. E’ un paese che vive la disperazione di una guerra civile permanente, anche quando “ufficialmente” si è in stato di pace o di tregua.

Come mai questo paese è perennemente in stato di guerra? Eppure è un paese ricchissimo. Forse è proprio la sua ricchezza a rendere povera, disperata e stremata la popolazione. Non nascondiamolo, il male del Congo è uno ed uno solo è portato dal capitalismo e si chiama: multinazionali.

Altamente esplicative sono le mappe del Limes pubblicate su repubblica. In Congo esistono giacomenti di: oro, diamanti, carbone, petrolio, uranio (per vedere la mappa in grande cliccateci sopra).

In realtà in nessuna fonte giornalistica, anche quelle serie, come repubblica.it e corriere.it, ma anche ilsole24ore.it, si trovano informazioni sulla vera portata del fenomeno. Si mostrano corpi che vagano in preda alla disperazione, alla fame e alla stanchezza. Nessuno spiega, però, il perchè!
Eppure ci sarà un perchè! Il Congo e’ un paese estremamante ricco  e in Africa la quasi totalita’ dei conflitti avviene in paesi che sono  estrememante ricchi di risorse naturali, negli altri paesi la vita e’ molto piu’ pacifica e le condizioni di vita sono molto migliori.
L’Africa è perennemente in guerra in quei luoghi dove c’è ricchezza. E’ sempre e solo in quei luoghi che si assiste a conflitti etnici, religiosi, a dittature, a colpi di stato, ecc. ecc.

Sarà un caso che i paesi piu’ ricchi di risorse naturali abbiano i redditi pro/capite piu’ bassi del mondo? Sarà un caso che i cittadini vivono in totale assenza di democrazia subendo imposizioni e atrocita’ di ogni genere e da molti anni la classe dirigente di quegli stati fa affari di miliardi con varie aziende multinazionali? No, non è un caso!

Una dozzina di organizzazioni internazionali pacifiste ecologiste e per i diritti civili hanno fatto un appello al consiglio di sicurezza delle nazioni unite per investigare sul profitto di aziende multinazionali in Congo (cliccate qua: http://us.oneworld.net/node/71424).
“The Security Council can no longer ignore clear evidence linking the exploitation of resources to the war in the Congo”
Questo appello avviene alla vigilia della diffusione del report finale di un gruppo di esperti incaricati dalle nazioni unite per investigare sulla natura economica del conflitto in Congo.
Il gruppo di esperti ha finora pubblicato 3 versioni del report che includevano informazioni su 85 aziende mutlinazionali che avrebbero guadagnato larghi profitti speculando sulla guerra.
Ad esempio le multinazionali statunitensi Cabot Corporation, Eagle Wings Resources International, Trinitech International, Kemet Electronics Corporation, OM Group (OMG); and Vishay Sprague.

Questo report e’ stato successivamente censurato sotto pressione del governo degli Stati Uniti e dell’OECD. Il report si puo leggere sul sito delle nazioni unite http://www.un.org/News/dh/latest/drcongo.htm.

Lo sapete che se scrivete nella ricerca de il sole 24 ore queste due parole “congo” e “multinazionali” non esce nessun articolo in archivio? Sarà un problema di mancata associazione di tag o è proprio costume di tutti non “toccare” gli interessi delle multinazionali del territorio?

Anche in questo caso ci sarà un perchè? Forse si leggete questo estratto… “Mobutu ha venduto le concessioni aurifere di Twangiza, Kamituga, Lugushwa e Namoya alla Banro, una compagnia mineraria Canadese che appartiene all’ex Primo Ministro Canadese Jean Chrétien. La Banro non poteva cominciare le esplorazioni e gli sfruttamenti dell’oro in quei territori fintanto che fossero occupati dai campi profughi ruandesi in seguito al genocidio del 1994.” … il prosieguo lo trovate qua.

Nov 06

Congo. riprendono gli scontri a Goma

da www.peacereporter.net

I ribelli di Nkunda accusano il governo di aver rotto il cessate il fuoco

In Congo, sono iniziati nuovamente i combattimenti intorno alla città di Goma. I miliziani del generale Laurent Nkunda hanno accusato una delle milizie pro-governative, quella dei Mai-Mai di aver rotto il cessate il fuoco in vigore da quasi una settimana. La ripresa dei combattimenti comunque non sembra ancora voler dire la rottura totale della tregua.

Il generale Nkunda ha minacciato di far marciare i suoi miliziani su Kinshasa, a quasi 1600 chilometri da Goma, se il presidente Kabila non accetterà di aprire dei colloqui diretti. Se la minaccia di prendere Kinshasa appare irrealistica, le forze del generale hutu hanno dimostrato di poter entrare facilmente nella città di Goma.
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha detto di essere pronto a recarsi sul luogo nel prossimo week end. Durante la sua visita, ha già fatto sapere di voler incontrare il presidente congolese Kabila e il suo corrispondente, ruandese Paul Kagame. Dal governo hutu di Kighali, che declina ogni responsabilità nel conflitto, fanno sapere che la richiesta di un incontro si basa su un “malinteso”. Il generale Nkunda si presenta infatti come il difensore degli hutu, che sono emigrati in Congo durante il governo tutsi in Ruanda, prima della guerra civile. Ma oltre alle motivazioni di facciata, ci sono le immense ricchezze minerarie del Congo. Fra queste il koltan, una sostanza indispensabile per il l’industria tecnologica occidentale di cui il Ruanda è il primo esportatore mondiale pur non possedendone. Non a caso le milizie del generale Nkunda si concentrano intorno all’unica strada asfaltata del paese che dal Congo porta in Ruanda.
Intanto tre campi profughi intorno a Rutshuru sono stati distrutti e più di cinquanta mila persone sono ancora alla ricerca di una sistemazione. Nei campi attrezzati delle Nazioni Unite invece sono arrivati i primi aiuti alimentari e Medici senza Frontiere

Nov 06

Congo: catastrofe umana

Avrei voluto inserire questo video ma è stato disabilitato ho quindi optato per il seguente

La situazione in Congo è tragica l’aggiornamento è sul sito Unicef dal quale riportiamo il seguente aggiornamento

Aggiornamento al 29 ottobre 2008

Aggiornamento sull’emergenza in Repubblica Democratica del Congo

A dispetto della scarsa attenzione prestata dai media internazionali, nella Repubblica Democratica del Congo si consuma una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, con povertà e guerra civile che hanno causato, dal 1998 a oggi, oltre 4 milioni di morti, il bilancio più sanguinoso dalla Seconda guerra mondiale.

Nonostante le regioni centrali e occidentali abbiano raggiunto una certa stabilità dopo le elezioni del 2006, il susseguirsi di conflitti localizzati e a intensità variabile - soprattutto nell’est del paese - insieme allo scoppio ricorrente di epidemie gravissime, la malnutrizione infantile ed un generale situazione di povertà ed insicurezza continuano a porre quotidianamente a rischio la vita di centinaia di migliaia di bambini.

Al momento, grande preoccupazione desta la situazione umanitaria nella provincia orientale del Nord Kivu, al confine con Uganda e Ruanda, dove si consuma ormai un vero e proprio disastro umanitario: nel 2008, migliaia di civili sono rimasti vittime di violenze sistematiche e massacri brutali, i loro villaggi saccheggiati o dati alle fiamme, centinaia di bambini sono stati arruolati a forza nei gruppi armati, spesso rapiti direttamente nelle scuole dai numerosi gruppi ribelli attivi nella regione.

L’azione dell’UNICEF in Rep. Dem. del Congo

Nel 2008, più di 140.000 persone sono rimaste sfollate e prive di mezzi di sussistenza a causa dei combattimenti tra forze governative, reparti ribelli dell’esercito e diversi gruppi armati.

Nel 2008, inoltre, si sono intensificate le incursioni oltre confine dei ribelli ugandesi del LRA, con base in Sud Sudan, nel nordest del Congo (Province Orientale), con saccheggi, brutalità e rapimenti di bambini nei villaggi congolesi, accompagnati da violenti scontri con l’esercito, le milizie locali e le forze di pace ONU: dall’inizio dell’anno, oltre 27.000 persone sono rimaste sfollate a causa degli attacchi del LRA.

Nel Katanga, nel sud est del Paese, è invece in atto da mesi una grave epidemia di colera che, nel corso del 2008, ha colpito oltre 9.800 persone, con più di 200 decessi, una situazione di crisi aggravata dal rimpatrio forzato d’oltre 30.000 rifugiati congolesi dalla confinante Angola, spesso in condizioni drammatiche di povertà, violenze e abusi.

Ott 13

Riccione: 7° incontro Nazionale dei volontari di Emergency. Toccante intervento di Gino Strada

autore i valsecchi dal blog www.lanostraafrica.splinder.com

Ott 13


autore ivalsecchi dal blog www.lanostraafrica.splinder.com

Ott 11

Un mega-impianto in Nigeria. Quattro multinazionali impegnate. Mazzette per 182 milioni di dollari. Dagli Usa parte un’inchiesta. Che chiama in causa l’Eni
multinazionali-nigeria.jpeg

Petrolio e gas insanguinati come i diamanti. È l’ultima cartolina dell’orrore in arrivo dall’Africa: potentissime multinazionali che si spartiscono le ricchezze energetiche di uno degli stati più poveri e più violenti del mondo. Sembra la classica trama terzomondista del capitalismo predatore che affama gli ultimi del pianeta. Invece è realtà storica e giudiziaria. Un’inchiesta internazionale ha obbligato un colosso dell’industria petrolifera statunitense a vuotare il sacco su dieci anni di corruzioni. Un fiume di dollari - almeno 182 milioni - pagati a politici e burocrati del regime nigeriano in cambio di maxi appalti per oltre 6 miliardi. La multinazionale incriminata negli Usa è la Halliburton, ma le confessioni raccolte dai pm texani chiamano in causa anche l’Eni. E ora la Procura di Milano indaga per il reato di corruzione internazionale.

L’affare al centro dello scandalo è l’enorme complesso di impianti per l’estrazione e trasporto di gas naturale liquefatto a Bonny Island, in Nigeria. È la zona insanguinata da un decennale conflitto sempre più feroce tra l’esercito governativo e i guerriglieri del Mend, il Movimento per l’emanicipazione del delta del Niger, la formazione armata che dichiara di lottare contro il saccheggio delle risorse naturali e la devastazione dell’ambiente. Un’escalation di attentati, sabotaggi, sequestri e violenze che i militari africani reprimono con il pugno di ferro, tra civili in fuga, villaggi rasi al suolo e migliaia di vittime.
Il seguito lo trovate su l’Espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Oro-nero-e-fondi-neri/2044055

Ott 11

Dal sito di Padre Kizito Sesana, riportiamo un testo magistralmente chiaro e illuminante sulla situazione africana.

Posted: October 7th, 2008

Il 4 ottobre, nella pagine delle opinioni del Saturday Nation, che e’ il quotidiano di gran lunga più’ importante del Kenya, e’ stato pubblicato un articolo di  Donald B. Kipkorir. Opinione importante, perché’ era di lato ai due editoriali, e perché’ l’ autore contribuisce regolarmente su temi di politica estera.

Il titolo e’ “Why Kenya and Ethiopia ought to annex and divide Somalia”, il titolo che uso anche per questo post. Quando l’ ho letto pensavo si trattasse di una boutade, come a volte il Nation ama pubblicare. Invece no, e’ un pezzo estremamente serio, come lo sono di solito quelli di Kipkorir, e il titolo riflette perfettamente in contenuto dell’articolo, che e’ ancora leggibile nel sito del Nation.

In sintesi, l’ articolo afferma che il continuo disordine in Somalia e’ un pericolo per il Kenya, che, giustamente, e’ da tutti considerato un alleato dell’ occidente, e quindi un nemico fondamentale dei paesi arabi. Annettere la Somalia e’ perciò nell’ interesse strategico del Kenya, e questo e’ il momento opportuno perché il mondo e’ distratto dalla crisi economica. Una Somalia fallita potrebbe risucchiare il Kenya nel caos in cui e’ caduta. La proposta di Kipkorir e’ precisa: Kenya ed Eliotipia dovrebbero dividersi la Somalia usando il 4 parallelo come confine. Non ci saranno  problemi, afferma il nostro autore, e esemplifica col precedente storico degli USA che nel 1845 hanno annesso il Texasprendendolo dal Messico senza che ci fossero reazioni significative (e adesso il “Presidente George W. Bush e’ orgoglioso di essere un Americano-Texano”), tanto meno ci saranno problemi a convincere i legislatori somali, visto che quasi tutti vivono a Nairobi.La conclusione: Il momento di annettere e smembrare la Somalia e’ adesso; Washington e Mosca ce ne saranno grati.

Sono andato a vedere sul sito del Nation le reazioni dei lettori: non ne ho trovata una positiva, ne’ dai keniani ne’ dai somali residenti a Nairobi. Anzi quasi tutte sono rabbiosamente negative, e molti keniani sottolineano amaramente che il Kenya ha già’ i i sui bei problemi interni, come abbiamo visto quest’ anno, e non e’ il caso di creacene altri, e inoltre certamente il Kenya non può’ sognarsi di aver successo la’ dove hanno fallito gli americani e una serie di forze di pacificazione.

Parlavo di questo articolo con un gruppo di amici keniani, e alla fine, mettendo insieme altri tasselli come l’ evidenza che il Kenya sta riarmandosi e che i mass media internazionali stanno riaccendendo l’ attenzione sulla Somalia, ha prevalso l’ idea che probabilmente questo articolo e’ solo il primo tassello di una campagna per promuovere una “soluzione locale” del problema somalo, preparando l’opinione pubblica keniana per una decisione che e’ già’ stata presa, non in Kenya. Sembra impossibile, ma che sia cio’ che ci aspetta?

Ott 07

Afroscopia“Arrivano. Sostano. A volte ripartono.
Quando lo trovano, il lavoro, si sentono fortunati.
Spesso muoiono, affogano nel mare o soffocano nei container.
Sono guardati. Spesso con diffidenza.
Chiedono rispetto.”

Ecco il programma della terza edizione di Afroscopia,
‘Migranti’

Sabato 11 Ottobre 2008
Quartiere Savena, Via Faenza 4
ore 14:30
a Bologna

Amani, GVC, Karibu Africa, A.C.A.B.A.S., Centro Studi Donati
organizzano un convegno di approfondimento su temi socioculturali
del continente africano.
La terza edizione di Afroscopia sceglie un nuovo metodo: Workshop.
Al partecipante sara’ richiesto di
scegliere un ambiente di approfondimento dove si potra’ dialogare
e costruire, fianco a fianco con i relatori, discussioni e risultati.
Afroscopia questa volta non si fermera’ ad una sola giornata di studio:
il lavoro poi continuera’ su blog, attraverso lo scambio reciproco.
Un aiuto, un sostegno verso la costruzione di una societa’ piu’ tollerante ed integrata.

Tematiche dei 4 Workshops:
- PARTIRE a cura di A.C.A.B.A.S.
- INTEGRARSI a cura di NEXT GENERATION ITALY
- LAVORARE a cura di AMANI
- COMUNICARE a cura di GVC e KARIBUAFRICA

Tra i relatori e coordinatori workshop:
On.Jean Leonard Touadi (Deputato, giornalista, scrittore)
Raymon Dassi’ (giornalista)

Modera:
Malick Kaire Gueye (Consigliere provinciale)

*************************************************************
E’ cortesemente richiesta adesione e preferenza workshop
da inviare entro l’8 Ottobre 2008 a:
afroscopia@fastwebnet.it
Per informazioni contattare:
AMANI: 02 48951149

L’INGRESSO E’ LIBERO

Ott 05

Nasce un nuovo progetto del Centro Pediatrico in Darfur, che potremo aiutare con un semplice sms.

Più sotto un riassunto dell’evento.

Per chi desiderasse un approfondimento con Gino Strada, potrà ascoltare i suoi interventi:

VENERDI’ 3 ottobre dalle 10 in poi in collegamento telefonico su  RADIO 2
“GRAZIE PER AVERCI SCELTO”

VENERDI’ 3 ottobre dalle 18.30 in poi ospite in studio SU RADIO 2
Caterpillar

DOMENICA 5 ottobre - RAI 1 - dalle 17.45 in poi Ospite in studio
Domenica in (ieri, oggi e domani).

Un Centro pediatrico in Darfur.
La nostra idea di pace.

Invia un SMS al 48587 e darai un contributo alla costruzione del
Centro pediatrico che Emergency realizzera’ a Nyala, in Darfur.

Nyala e’ abitata da oltre un milione e mezzo di persone, in larga parte
profughi in fuga dalla guerra accampati nei 7 campi sorti nei
sobborghi della citta’.

Da oggi al 22 ottobre gli utenti Tim, Vodafone, Wind e 3 potranno
inviare un SMS al numero 48587 del valore di 1 euro oppure effettuare
allo stesso numero una chiamata da rete fissa Telecom del valore di 2
euro. L’intero ricavato sara’ devoluto a Emergency.

Con questo progetto Emergency assicurera’ assistenza sanitaria
qualificata e gratuita alla popolazione di un’area vastissima, dando
attuazione a un diritto umano fondamentale: il diritto alla salute. Il
Centro pediatrico di Emergency offrira’ assistenza sanitaria
qualificata e gratuita 24 ore su 24 ai bambini fino ai 14 anni di eta’
per patologie quali malnutrizione, infezioni alle vie respiratorie,
malaria, infezioni gastrointestinali ed effettuera’ programmi di
immunizzazione e attivita’ di educazione igienicosanitaria. Presso il
Centro sara’ attivo un ambulatorio per lo screening dei pazienti
cardiopatici da trasferire al Centro Salam di Emergency di Khartoum
per l’intervento di cardiochirurgia e per il successivo follow-up.

Per maggiori informazioni:

www.lanostraideadipace.org - 02.881881

Set 27

Le più importanti étoiles della danza internazionale insieme a sostegno del Centro Salam di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum

Domenica 28 settembre 2008, Giornata mondiale del cuore, il Teatro degli Arcimboldi ospiterà “A step for Africa. Gala internazionale di danza a favore di Emergency”.

L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Centro Salam di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum (Sudan), l’unica struttura che offre assistenza altamente specializzata e gratuita a pazienti affetti da patologie cardiache congenite o acquisite di interesse chirurgico in un’area di 11.5 milioni di chilometri quadrati, abitata da oltre 300 milioni di persone.
Il Centro Salam sarà il fulcro di una vasta rete regionale di centri sanitari dove – oltre all’assistenza pediatrica – verranno effettuati lo screening dei pazienti da operare presso il Centro Salam e la necessaria assistenza post operatoria. Al momento è in fase di ultimazione il primo centro sanitario pediatrico, costruito a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.
Uno degli obiettivi del programma regionale di Emergency è infatti di favorire i rapporti tra tutti i paesi coinvolti attraverso la reciproca collaborazione in campo sanitario in una regione segnata da decenni di conflitti.
Anche per questa ragione, il Centro di cardiochirurgia si chiama Salam, pace.

Il gala - realizzato anche grazie al patrocinio e contributo di Provincia di Milano e Fondazione Cariplo, e alla concessione gratuita del Teatro degli Arcimboldi da parte del Comune di Milano - vede la partecipazione straordinaria di étoiles provenienti dalle compagnie internazionali più prestigiose: l’Opéra di Parigi, il Balletto del Bol’šoj di Mosca, il Royal Ballet di Londra, il Balletto Reale Danese, il National Ballet of Canada, il Birmingham Royal Ballet, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano.
Sono 26 i ballerini che, a titolo gratuito, prendono parte allo spettacolo. Sotto la direzione artistica di Marco Borelli danzeranno stelle quali Svetlana Zakharova, Nikolaj Tsiskaridze, Eleonora Abbagnato, Benjamin Pech, Marta Romagna, Federico Bonelli, Denis e Anastasja Matvienko, Ambra Vallo, Alessandro Riga, Greta Hodgkinson.

Lo spettacolo prevede un programma ricco e sofisticato: passi a due e assoli tra i più amati del repertorio classico e moderno, come Don Chisciotte e Il Corsaro di Marius Petipa, L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan, L’Infiorata a Genzano di Auguste Bournonville, Tchaikovsky Pas de Deux di George Balanchine, Narcissus di Kas’jan Golejzovskij.
Il gala sarà anche il palcoscenico per il debutto di nuove coreografie in prima mondiale appositamente pensate per la serata, come la creazione del coreografo Francesco Ventriglia che vedrà protagonista l’étoile Luciana Savignano.
Madrina della serata la cantante argentina Lola Ponce, che chiuderà il gala con una toccante interpretazione.

Set 15

L’omicidio di Abdul Guibre è l’ennesima, tragica, dimostrazione che questo paese è davvero più insicuro: da quando il razzismo e la xenofobia sono stati sdoganati, da quando il “diverso” è stato additato come capro espiatorio di tutti i mali, le nostre città sono diventate il regno incontrastato di fascisti di vecchia e nuova generazione, più o meno consapevoli di esserlo. In segno di lutto e di solidarietà con la famiglia di Abdul, MicroMega ha modificato il proprio sito - www.micromega.net - per far posto ad un banner, “Siamo tutti Abdul”, che invitiamo a diffondere nel web, e invita tutti i cittadini di Milano e tutti coloro che possono a partecipare ai funerali. Perché con Abdul è stata uccisa un’altra parte di democrazia in questo paese.

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Set 12

Domenica 28 settembre 2008 - giornata mondiale del cuore

Il Teatro degli Arcimboldi ospitera’ “A step for Africa. Gala
internazionale di danza a favore di Emergency”.

Prevendita biglietti su www.ticketone.it

L’intero ricavato della vendita dei biglietti sara’ devoluto al Centro
Salam di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum (Sudan), l’unica
struttura che offre assistenza altamente specializzata e gratuita a
pazienti affetti da patologie cardiache congenite o acquisite di
interesse chirurgico in un’area di 11.5 milioni di chilometri
quadrati, abitata da oltre 300 milioni di persone.

Il gala vede la partecipazione straordinaria di etoiles provenienti
dalle compagnie internazionali piu’ prestigiose: l’Opera di Parigi, il
Balletto del Bolsoj di Mosca, il Royal Ballet di Londra, il Balletto
Reale Danese, il National Ballet of Canada, il Birmingham Royal
Ballet, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Sono 28 i
ballerini che, a titolo gratuito, prendono parte allo spettacolo.
Sotto la direzione artistica di Marco Borelli danzeranno stelle quali
Svetlana Zakharova, Nikolaj Tsiskaridze, Vladimir Derevianko, Eleonora
Abbagnato, Benjamin Pech, Marta Romagna, Federico Bonelli, Denis e
Anastasja Matvienko, Ambra Vallo, Alessandro Riga, Greta Hodgkinson,
Guillaume Côte’. Il gala sara’ anche il palcoscenico per il debutto di
nuove coreografie in prima mondiale appositamente pensate per la
serata, come la creazione del coreografo Francesco Ventriglia che
vedra’ protagonisti l’etoile Luciana Savignano e il danzatore
brasiliano Ismael Ivo. Madrina della serata la cantante argentina Lola
Ponce, che chiudera’ il gala con una toccante interpretazione. Si
ringraziano per la collaborazione all’organizzazione dell’evento:
Provincia di Milano, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Comune di
Milano - Teatro degli Arcimboldi, NH-Hoteles Italia, Kia Motors
Italia, Libraccio, Comieco.