(diario di viaggio asiatico) sfruttamento sessuale in filippine
Published by cattiverio Settembre 3rd, 2008 in Senza categoriaPartiti da Kuala Lumpur. Si vola con Air Asia, compagnia asiatica low cost con prenotazioni solo su internet. Per prendere un biglietto ci sono volute ore di tentativi, ma alla fine eccoci qua. Visto che si viaggia a costi bassi, non atterreremo a Manila, ma in una cittadina ad un centinaio di chilometri di distanza. Da quel che dice la lonely placet e’ un posto del cazzo, pieno di puttane. Non mi avrebbe reso felice avessi viaggiato da single, figuriamoci col mio amore a fianco. E’ il secondo viaggio con Francy e siamo abbastanza affiatati. Fin’ora.
Atterriamo. Manovre standard,discesa dall’aereo, formalita’ di timbri e visti. Questo aeroporto non e’ nato per i turisti. Al suo posto c’era una base militare americana. E’ stata distrutta negli anni 90 da un’eruzione vulcanica: il monte Pinatubo e’ esploso e ha rovesciato fuoco e lava sulla base. Ancora non mi rendo conto che e’ stato un intervento divino.
Usciamo dall’aereoporto e tutti i passeggeri del nostro volo prendono il pulman per Manila. Quando diciamo alla tipa dell’ufficio turismo che vogliamo rimanere, rimane a bocca aperta. Io e Francesca ci guardiamo un po’ e prendiamo un taxi. Il tipo che guida ha denti gialli e faccia da sbronza della notte prima. Non gli stiamo simpatici e non ci rivolge la parola per tutto il viaggio. Abbiamo deciso di passare la notte qua e poi andare verso nord, nella zona delle risaie a terrazza. Lo spostamento fino all’albergo ha un panorama sudicio e degradato. Angeles e’ un posto con 10000 abitanti messo nel mezzo di una strada provinciale. Un passaggio ininterrotto di camion fatiscenti e carichi di qualsiasi cosa. C’e’ qualcosa che non va e Francy si irrigidisce un po’.
Scendiamo dal taxi. Il driver sputa in terra prima di ripartire e io gli urlo mentre se ne va le mie offese standard. Fa una frenata,rimane fermo a poca distanza da me e poi riparte sgommando. L’albergo davanti al quale ci ha lasciati ha prezzi troppo alti per noi, facciamo un giro a piedi per trovarne un altro. E lo troviamo subito. La ragazza alla reception ha 13 anni scarsi ed e’ truccata pesantemente. Vede entrare solo me per primo, e mi fissa con un sorriso malizioso,mentre si aggiusta il reggiseno a balconcino di color bianco sporco. Poi entra Francy e la sua faccia diventa subito contratta.Comincia a parlare in filippino ed esplode in una risata forzta. Ci chiedono se DAVVERO vogliamo dormire li, dicono che ci tengono al massimo una notte. Accanto alla ragazzina c’e’ una vecchia con la faccia da film di paura giapponesi, e non mi stacca gli occhi di dosso mentre mi fissa con disprezzo. Pago la stanza e prendo la chiave. C’e’ una serie di biglietti messi in fila su una mensola. Presumo che siano schede delle singole camere. Non ci sono numeri, ma solo nomi femminili. Saliamo in camera.Ho dormito in posti che definire di merda e’ un complimento e raramente mi sono lamentato. Ma stavolta siamo all’eccesso. C’e’ odore di sperma seccato e muffa, macchie di sangue su un cuscino e sui muri . Lattine di birra semivuote di chissa’ quanti giorni. Posiamo i bagagli e usciamo al volo per cercare un’altra stanza. Nessuno ce la da.Sguardi seri, risate, ad ogni albergo, vecchi americani ubriachi che si guardano bene dal tenere la testa alta. Allora cerchiamo la stazione dei bus per uscire subito da questo schifo di posto, ma non ci sono partenze fino alla mattina dopo. Camminando per la strada incontriamo coppie composte da americani sui 60- 70 anni, mano nella mano con aspiranti adolescenti non ancora sviluppate. E’ una cosa vomitevole, e ancor peggio e’ che l’anomalia, in questo posto siamo noi. Tutti ci guardano male. Siamo l’unica coppia nella zona che non abbia un divario di eta’ di 50 anni.
Francy e’ molto nervosa e io non riesco a calmarla in nessuna maniera. Mi dice che dobbiamo andare alla polizia e chiedere spiegazioni. Io mi incazzo di brutto e gli dico che non serve a niente. Al massimo possiamo scrivere una mail a qualche organismo internazionale che si occupa di pedofilia, ma non possiamo fare altro. Non le dico che secondo me siamo in pericolo, ma ho paura. Vi siete mai sentiti additati dalla gente perche’ non siete pedofili? La sensazione che ho e’ questa.
Non riusciamo piu’ a trovare il nostro motel, siamo come ubriachi da queste immagini assurde di vecchi con ragazzine. Alcune di loro hanno tacchi a spillo e reggiseno a balconcino. Sono tutte bambine sopra i dieci anni, ma sembrano vecchie, morte dentro. E quel sorriso, quel finto divertirsi che tutte ostentano e’ la cosa che fa piu’ paura.. E mi domando: se alla luce del solo vedo queste cose che cazzo puo’ succedere di nascosto? Tutti questi americani bavosi, probabilmente reduci di guerra, anzi sicuramente.Questi bastardi frustrati che vengono qua e magari si sentono pure dei benefattori.Che vengono qua e filosofeggiano su colonialismo e guerre giuste..li vorrei sbranare vivi con le mie mani.
I militari statunitensi da queste parti hanno vita facile. Qualsiasi reato commettano non vengono giudicati da tribunali filippini, ma bensi’ americani. Sono praticamente inattaccabili. Angeles e’ nata come citta’ bordello. In ogni base USA del mondo c’e’ sempre nei paraggi un paesino abitato da prostitute, ma qui e’ una cosa diversa. L’eruzione del Pinatubo ha distrutto la base, ma gli ex militari hanno continuato a venire da queste parti come una sorta di malefico buen retiro. Per ritrovare l’albergo chiediamo aiuto all’ufficetto della polizia turistica. Grande cazzata. Si alzano in piedi di scatto e ci guardano con preoccupazione e diffidenza. Glielo leggo negli occhi che non ci vogliono, che non sanno chi siamo, che magari siamo giornalisti rompipalle o chissa cos’altro. non ci dicono nemmeno dov’e’ l’albergo e quasi ci buttano fuori dall’ufficio.
Alla fine rientriamo nella nostra stanza disperati. Dormiremo in terra con i lenzuoli che abbiamo portato dall’Italia. Nel corso della notte sentiremo gemiti di ogni tipo. Di piacere e di dolore. Forse e’ stata la nostra immaginazione ma abbiamo paura che siano successe cose terribili, e nonostante questo, quotidiane. La mattina dopo, senza aver dormito andiamo alla stazione dei pulman. Litigo col tipo che vende i biglietti e a momenti scoppia una rissa. Arriva la polizia e mi tocca allungare 50 euro di nascosto ad uno sbirro che voleva perquisire Francy, perche’ aveva visto uno strano gonfiore vicino alla cintura dei pantaloni (la fascia coi soldi).Quando ho visto che accettava i soldi al volo e che la situazione si risolveva subito bene, a momenti mi metto a piangergli davanti, lui sicuramente se ne accorge, e ne gode.
Prendiamo il pulman e ci dirigiamo verso Batangas, sud di Manila. Nemmeno ci ricordiamo che volevamo andare al nord, abbiamo solo preso il primo pulman.
Francy piange e io la stringo forte a me. Ho avuto davvero paura per me e per lei. Le chiedo scusa se l’ho portata in questo schifo e se ho litigato col bigliettaio. E le chiedo scusa per qualsiasi cosa mi venga in mente. Lei mi bacia, ma sta davvero male. Ci promettiamo di scrivere mail a tutte le piu’ grandi associazioni di violazione dei diritti umani, ma so che servira’ solo a scaricarsi la coscienza, perche’ non cambiera’ niente.
Non dimenticheremo Angeles per il resto della nostra vita.










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