Settembre è alle porte e pure il nuovo anno scolastico. Quest’anno oltre al “caro libri” ci siamo sorbiti tutte le esternazioni del Ministro dell’Istruzione.
Più volte il Ministro ha sottolineato il divario tra scuola del sud e scuola del nord, al sud uno studente su quattro si ritira, in base alle statistiche, e questo ci fa essere fanalino d’Europa…
Poi è toccata ai professori, sempre del sud, dopo giorni e giorni di polemiche, il Ministro chiarisce:”Mai detto che gli insegnati del Sud, abbassano la qualità.Il deficit è strutturale non imputabile ai docenti”.
Certo il Ministro ha potuto sperimentare in primis questo divario essendosi laureata a Reggio Calabria.
L’ultima trovata è stato il voto in condotta per combattere il bullismo…

Forse leggendo  LETTERA A UNA PROFESSORESSA potrebbe trarne qualche spuno, gentile Ministro.

“Non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare le parti uguali fra disuguali”.

Due ragazzi di Barbiana, che volevano dedicarsi all’insegnamento, dopo la licenza media, svolsero il programma del primo anno delle magistrali presso la scuola di Barbiana e a giugno si presentarono come privatisti a Firenze. Furono respinti in modo umiliante.
L’anno successivo i due ragazzi si presentarono nuovamente agli esami e nuovamente vennero respinti.
Scattò la vendetta, scrivere una lettera aperta a una professoressa.

Riporto il testo di una lettera che Don Milani scrisse ad un professore di un Istituto Magistrale del Piemonte

Caro professore,
mi accorgo che lei è Preside alle magistrali. La nostra tragedia, perchè l’istruzione che do io è disprezzata alle magistrali (e noi la ricambiamo con altrettanto disprezzo), ma diversi miei ragazzi vogliono dedicarsi all’insegnamento. Son corso a cercare le sue lettere precedenti ed ho visto che c’è una mezza promessa di venirci a trovare. La mantenga la prego. Basta che ci faccia un telegramma e le mandiamo una macchina a Firenze se preferisce o alla stazione di Vicchio. Vorrei che lei passasse qui una giornata intero o più giorni. Il difetto non è nostro, ma vostro perchè qui si imparano tutte cose importanti per essere domani maestri edi  ragazzi che escono di qui per fare i sindacalisti trionfano nell’ambiente. Quelli che vanno a lavorare all’estero in officina o anche in Italia si impegnano. Quelli che vanno alle magistrali vengono umiliati come ragazzini mentre vivono da anni (fin da piccoli ) da adulti e adulti severi. Io vorrei che fossero interrogati da professori capaci di mettere in luce i loro valori e chiudere due occhi sulle anticaglie che ignorano. Poi vorrei che fossero interrogati da professori che onorano la maturità, la vocazione all’insegnamento, l’austerità di vita, l’analfabetismo dei genitori, la montagna con i suoi secoli di oppressione e di sofferenza, lo scrivere scarno e senza fantasie, la preparazione sindacale e politica, il coraggio di andare all’estero a 13, 14 o 15 anni a lavorare e stringere la cinghia per conoscere a fondo lingue e mondi diversi.
Insomma io vorrei dei professori che accogliessero i miei ragazzi con riverenza e invece ho trovato solo pozzi di chiusura al mondo estero. Forse lei non ci può far nulla, ma venga almeno a parlarci di questo problema.
Un saluto affettuoso da me e dai ragazzi

suo Lorenzo Milani

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 “USCIRE DA SOLI DAI PROBLEMI E’ L’AVARIZIA, USCIRE INSIEME E’ LA POLITICA”


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