A quanto pare tutti a dissertare sulla becerata padana all’inno di Mameli, ma forse a nessuno è venuto il sospetto che tra le pieghe chi sia il –rodimento- della bocciatura del pargolo (già seconda), e quindi l’augusto genitore ce l’ha anche con la classe degli insegnanti “non padani”.
Già per quello che dice rasenta il ridicolo : ”La Padania ormai e’ nel cuore di tutti. Noi ai bambini insegniamo fin da quando nascono che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati”, non risulta sulle cartografie ufficiali tale regione, ne tantomeno esiste in Italia un enclave così denominata.
Forse gli sfugge che la schiavitù, in Italia, è stata abolita da secoli e non fa parte del nostro modo civile di convivere ; se è per essere roboante o folcloristico allora ci riesce alla grande.
Durante la sagra paesana in cui ha tenuto il suo concione, un’altra perla di ridicolaggine : “I nostri studenti sono disorientati, non sanno più cosa significa il rispetto delle istituzioni. Hanno bisogno di essere guidati dal nostro segretario e dai professori del Nord” ; commentare tale idiosincrasia all’Italia sarebbe inchiostro sprecato.
Quanto dice il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che invita a non enfatizzare: “Se io riconosco in tante persone lo spirito democratico, lo riconosco sicuramente in Bossi. Credo che il linguaggio vada capito. Bossi ha un suo linguaggio particolare in occasione delle sue assemblee ma non ho mai visto in contrasto con le linee concordate programmatiche a livello governativo. Non enfatizzerei queste posizioni”.
Spiacente per lui, è il suo pensiero, milioni d’italiani non si raffigurano con chi dileggia le istituzioni ed i suoi simboli ; non può giustificare minimizzando in politichese, le corbellerie di una esaltazione becera in permanente campagna elettorale.
Adesso è lui l’alleato scomodo per il Pdl


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