VITTIME E CARNEFICI…SI CONFONDONO I RUOLI
Published by Luca Scialo Luglio 1st, 2008 in Giustizia, Dall'ItaliaUn fatto incredibile, soprattutto in virtù di ciò che sta accadendo nel mondo del Lavoro; in particolare dei tanti casi di “morti bianche”.
L’oleificio umbro “Umbria oil” chiede ai familiari di 4 operai che persero tragicamente la vita un anno e mezzo fa in un incendio scoppiato in fabbrica, ben 35 milioni di euro di danni, poiché, a loro dire, gli operai che quel giorno stavano lavorando all’installazione di una passerella per collegare due silos, avrebbero dovuto sapere che le fiamme ossidriche non potevano essere utilizzate in quell’intervento. E proprio l’uso di un saldatore sarebbe stata la causa dello scoppio del silos. I quattro saltarono in aria dilaniati e carbonizzati. Indagato il proprietario dell’azienda, Giorgio Del Papa.
Ora mi chiedo: con quale coraggio l’azienda muove causa ai familiari delle vittime, già dilaniati dal dolore? Visto che gli operai lavoravano per una ditta esterna, che svolge attività di manutenzione, l’azienda potrebbe tutt’al più chiedere i danni alla ditta stessa e non direttamente agli operai stessi, vere vittime finali della tragedia. In fondo, un’azienda è assicurata, e quindi in buona parte recupera i costi provocati da tali incidenti.
E se proprio gli operai hanno provocato con la loro incompetenza l’incidente, chi ne deve rispondere è la ditta stessa, che non ha fornito loro le giuste disposizioni su come svolgere quell’intervento di manutenzione; visto che, stando al reperto della “Umbria oil”, gli operai avrebbero usato erroneamente le fiamme ossidriche.
Il Mondo del Lavoro in Italia ha già da tempo raggiunto l’assurdità. Ma da un po’ è diventato anche un sistema senza scrupoli












Sono quasi convinto che mai come in questi ultimi anni le vittime diventino carnefici e viceversa. La manipolazione dei fatti, delle parole e dei messaggi è diventata un’arte diffusa e comune a tutti i livelli della sfera sociale. In realtà stiamo assistendo all’affemrazione di un “nuovo principio di rivoluzione sociale”. Una nuova forma di ordine sociale basato sull’affermazione e la giustificazione del sopruso e dell’ingiustizia in nome di non si sa bene quali motivazioni. La mia idea è che la ditta sia in colpa non tanto per il fatto (reale o meno) che non abbia fornito giuste disposizioni. Quanto per il fatto che abbia messo in condizione i suoi dipendenti di incorrere in errori professionali così gravi tanto da portarli alla morte. Ovviamente il termine “errore” viene usato in modo improprio.
I lavoratori vanno formati, istruiti e professionalizzati. Ma in questo mondo del lavoro i lavoratori possono anche morire perchè in Cina costano meno… e in Cina ce ne sono tanti.
Scusa la frase provocatoria ma non è banale… purtroppo è un messaggio strisciante che giustifica tutto e il contrario di tutto… ma non ci sono più le lotte di una volta… almeno non al momento!