Mascotte Olimpiadi 2008

Beibei, il pesce simbolo della prosperità

Jinggjing , il panda simbolo della felicità

Huanhuan,la fiamma simbolo della passione

Yingying,l’antilope tibetana simbolo dell’armonia tra uomo e natura

Nini,la rondine simbolo della fortuna

QUESTI I SIMBOLI DEI GIOCHI OLIMPICI, QUELLO CHE SEGUE IL VERO VOLTO DELLA DITTATURA CINESE

LHASA, Cina (Reuters) - I dirigenti del Partito comunista cinese in Tibet hanno utilizzato oggi il passaggio della staffetta della fiamma olimpica attraverso la capitale Lhasa per difendere il proprio potere e per denunciare il Dalai Lama, il leader spirituale buddista in esilio.

La processione della torcia è terminata, tra rigide misure di sicurezza, sotto il palazzo Potala, ex residenza del Lama, dopo un passaggio di sole due ore tra una folla attentamente selezionata, tre mesi dopo le le proteste anti-cinesi che hanno sconvolto la regione.

“Il cielo del Tibet non cambierà mai e la bandiera rossa con le cinque stelle sventolerà sempre in alto su di esso”, ha detto il capo del Pc in Tibet Zhang Qingli nel corso della cerimonia conclusiva.

“Saremo certamente capaci di schiacciare i piani separatisti della cricca del Dalai Lama”, ha aggiunto l’esponente comunista davanti al Potala.

La Cina accusa il Dalai Lama di aver incitato la proteste e le rivolte scatenatesi a marzo a Lhasa e poi oltre i confini del Tibet, proprio nel tentativo di compromettere le Olimpiadi di Pechino, che inizieranno l’8 agosto. Il Dalai Lama ha sempre negato l’accusa.

Lhasa era presidiata dalla polizia e dalle truppe metro per metro lungo l’itinerario scelto per il passaggio della torcia. I negozi erano chiusi e i pochi gruppi scelti di residenti che hanno potuto assistere all’evento erano guardati a vista.

Alla partenza del tragitto, alcuni gruppi di studenti, sia tibetani che cinesi, hanno sventolato striscioni olimpici, la bandiera nazionale e quella del Pc cinese.

“Siamo convinti che la staffetta della torcia dei Giochi olimpici di Pechino infiammerà ancora di più lo spirito patriottico del popolo”, ha detto il segretario del Pc di Lhasa Qin Yizhi.

L’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha detto che il passaggio della torcia nelle strade di Lhasa è avvenuta “in un’atmosfera di gioia e pace”. Ora la fiaccola si trasferisce nella vicina provincia di Qinghai, dove risiedono molti tibetani.

Tibet Libero

 

Il Partito per non intimorire i “buoni occidentali”, ha volontariamente evitato di inserire altri  due simobli cinesi: il drago e il leone.

Drago Cinese

Il Drago rappresenta l’onnipotenza.
Secondo gli storici la leggenda dei draghi orientali nacque da un imperatore che viveva alle origini del mondo. Come simbolo aveva un serpente; ogni volta che vinceva una guerra contro una regione vicina metteva un pezzo del simbolo di quella regione, le corna, le zampe di tigre, i baffi di carpa, ecc. (tratto da wikipedia)

Leone simbolo cinese

Leone – Si tratta di uno dei simboli di forza e potenza  più diffuso nelle culture antiche e in genere associato alla regalità, eppure il leone cinese tradizionale ha un senso suo proprio. Infatti, innanzi tutto è rappresentato in genere in coppia (maschio e femmina), con la femmina associata ad un cucciolo (che talora le morde la lingua)  e il maschio associato ad una sfera su cui posa una zampa. L’insieme raffigura la forza sovrumana in termini non realistici (le teste dei leoni sono in genere del tipo “maschera”, con tratti poco leonini) proprio perché si riferisce alla forza di altra categoria da quella semplicemente fisica. Il maschio simboleggia in particolare il dominio cosmologico e normativo (la sfera è una perla che rappresenta la legge, ma anche l’uovo cosmico primigenio), la femmina il dominio sulla vita. Le coppie di leoni si situano all’ingresso delle case, per rafforzarne la protezione.(tratto da associna.com)

questa la lettera inviata da 47 parlamentari al Premier Silvio Berlusconi per la non partecipazione dell’Italia alla cerimonia olimpica

Alla cortese attenzione del Presidente Silvio Berlusconi

e p.c. al Ministro Franco Frattini, Ambasciatore Giulio Terzi

Onorevole Presidente del Consiglio,

Le scriviamo oggi in vista di un’importante decisione che - per iniziativa del Presidente Francese Sarkozy - i Presidenti e i Primi Ministri dei Paesi membri dell’UE si troveranno a discutere in occasione del Consiglio Europeo che si svolgerà a Bruxelles dal 19 al 20 giugno. Si tratta della definizione di una posizione comune da parte dei Paesi Membri UE riguardo alla loro partecipazione alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, il prossimo 8 agosto.

A più riprese, sia il Parlamento Europeo, con una risoluzione approvata lo scorso aprile, che il Ministro D’Alema nel mese di marzo che, più di recente, il Ministro Frattini, ed altri esponenti politici europei, hanno auspicato la definizione di una posizione comune su questo tema.

Nel frattempo, dallo scorso marzo, le autorità politiche di Pechino continuano a rifiutare di aprire la regione del Tibet agli osservatori internazionali indipendenti, a partire dall’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani. Per quanto riguarda i rapporti tra il Governo cinese e il Governo Tibetano in Esilio non vi è stato nessun progresso verso la definizione di una soluzione politica che garantisca l’autonomia e non l’indipendenza alla regione del Tibet, posizione chiaramente dichiarata e ribadita dal Dalai Lama e dal Governo Tibetano in Esilio. Inoltre, dobbiamo purtroppo constatare che nel corso della recente visita in Italia del suo Ministro degli Esteri Jechi, il Governo Cinese, ha nuovamente accusato senza alcun fondamento il Dalai Lama di sostenere posizioni secessioniste e di fomentare la violenza nella regione del Tibet.

Per questi motivi, ci rivolgiamo a Lei affinché, in occasione del Consiglio Europeo di domani e venerdì, si esprima fin d’ora in senso contrario alla partecipazione dei massimi rappresentanti politici dei Paesi Membri dell’UE alla Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi; riteniamo che tale decisione possa essere rivista solo in presenza di progressi effettivi e verificabili del rispetto dei diritti umani in Cina e nella regione del Tibet, e di fronte a concreti passi in avanti nella definizione di una soluzione politica tra il Governo Cinese e il Governo Tibetano in Esilio.

Come Lei, anche noi siamo contrari al boicottaggio delle manifestazioni sportive che si svolgeranno durante le Olimpiadi e consideriamo questo appuntamento un’occasione importante per l’avvicinamento e l’amicizia tra i popoli. Crediamo però che sarebbe profondamente sbagliato onorare della presenza dei nostri vertici politici un Governo che finora non ha fatto nulla per far vivere concretamente quello spirito di fratellanza e di pace che fin dall’antichità ha caratterizzato i Giochi Olimpici.

Con i nostri migliori saluti,

da www.radicali.it


One Response to “BOICOTTIAMO LE OLIMPIADI”  

  1. 1 Euromagazine

    I segreti di Santa Apollinare in Roma

    ed sazhgr
    pièce teatrale di El Amain
    tratto da un volume dello
    stesso autore

    E’ un romanzo fantastorico genealogico che allude ai misteri del palinsesto avito dell’abbazia Romana, nei pressi di Piazza Navona,risalente
    a Elena , Costantino, Imperatori Valentiniani
    ove è
    sepolto un giovane in odor di mafia . L’autore sciorina
    una genealogia da cui
    emerge che alcuni manoscritti e documenti segreti provenienti dalla Turchia Costantinopoli , fanno evincere
    che il misterioso bellissimo giovane
    abbia avuto accesso a documenti segreti sulla vera genealogia dei discendenti di Cristo:
    I discendenti di Costantino , dei Valentiniani , di Gallia Placidia, di Re Desiderio,ed i discendenti Puoti da re Poto , figlio di Adelchi.Dinastia che appartiene
    alla
    linea

    di Pedaia
    , Salomone e Cristo.

    Una genealogia che fa tremare i vertici del Vaticano.
    Tutto
    il mistero e’ nell’etimo Piede , che in araldica allude all’origine da Pedaia-La stessa sepoltura e’ una metafora del terribile segreto che allude a Pedaia !
    Una setta segreta tiene in pugno il Vaticano in quanto cela il dossier della linea di Pedaia!
    Gesu’ non sposo’ la Maddalena, ma la stessa avrebbe abusato
    di Cristo appena morto,
    autofecondandosi con un seme scippato!

    Il rapimento di una fanciulla
    di nome
    Emanuela allude ad un avvertimento:Dio e’ con noi!
    Ossia
    un ricatto:
    Noi abbiamo le prove della discendenza di Cristo!

    Ovviamente trattasi di mera fantasia , ma forse non sono fantastiche le spiegazioni del Vaticano sulla circostanza che un de Pedis sia sepolto in un’abbazia ove solo i papi
    e santi avrebbero diritto di accesso?

    Europress
    Sanscha Webel

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